I 19 ricercatori più influenti del mondo, secondo Thomson Reuters

Tempo di lettura: 5 mins

La nuova edizione di The World Most Influential Scientific Minds 2015 (Thomson Reuters), riporta come al solito il panorama dei più di 3.100 ricercatori più citati fra i circa 9 milioni di ricercatori attivi al mondo, nel periodo 2003-2013. Ma riporta anche i 19 “Hottest”. Infatti, accanto all’archivio della aristocrazia mondiale degli Highly Cited, Thomson Reuters indica quelli che chiama gli Hottest Researchers of Today, individuati fra gli autori degli studi del biennio 2013-14 che sono state citate massivamente subito dopo la loro pubblicazione. Quasi tutti di centri statunitensi e asiatici (nessun italiano).

Mentre gli Highly Cited Papers della lista “lunga” comprendono le pubblicazioni che rientrano nell’1% delle più citate, le pubblicazioni degli Hottest Researchers rientrano nello 0,1% delle più citate, con almeno 14 pubblicazioni (per un dettaglio sul metodo si consultino i siti: highlycited.com/purpose/ e highlycited.com/methodology). Il top dei top, insomma, escludendo per praticità le pubblicazioni con più di 500 autori delle grandi collaborazioni scientifiche internazionali come per le fisica delle alte energie.

La lista dei 19 ricercatori più influenti del momento si concentra in medicina sulla grande novità dell’editing genetico CRISPR/Cas9 di cui si è parlato molto negli ultimi tempi, rappresentato nella lista Thomson-Reuters dai lavori pionieristici di Feng Zhang, del MIT di Boston (scienzainrete ha parlato a più riprese del metodo CRISPR/Cas9, anche recentemente: http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/laura-mosca/distrofia-muscolare-di-duchenne-nuove-speranze-dalla-terapia-genica). 

Ma fra gli Hottest si trovano anche ricercatori del progetto Global Burden of Diseases, volta a pesare i principali rischi per la salute umana nel mondo, nonché a misurare la mortalità materna e infantile; un riconoscimento importante del ruolo crescente a livello scientifico dell’epidemiologia. 

A guidare la classifica del maggior numero di paper super citati figura Stacey Gabriel (MIT e Harvard), che insieme ad alcuni colleghi è venuta a capo del Cancer Genome Atlas (TGCA), impressionante mappa molecolare di molti tumori (in particolare quello al polmone e al seno) e di cui ha riferito scienzainrete nell’articolo http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/laura-mosca/concluso-sequenziamento-del-cancro-e-ora-che-si-fa/gennaio-2015). Altri studi di Gabriel erano invece focalizzati sulla caratterizzazione genomica di malattie come la schizofrenia e il morbo di Alzheimer.

La scienza dei materiali si aggiudica l’altra tornata di studi e autori particolarmente influenti, con ricerche di frontiera su celle solari organiche, batterie al litio, supercapacitori e nanomateriali, spesso sempre per rendere più efficienti i nuovi sistemi energetici. Ed è soprattutto in questo ambito che primeggiano i ricercatori cinesi e asiatici.

Gli "Hottest"

DisciplinaAmbito di ricercaNomeIstituzione
BiomedicinaAtlante genomico dei tumoriStacey B. GabrielBroad Institute MIT e Harvard
BiomedicinaAtlante genomico dei tumoriEric S. LanderBroad Institute MIT e Harvard
BiomedicinaAtlante genomico dei tumoriGad GetzBroad Institute MIT e Harvard
BiomedicinaAtlante genomico dei tumoriMatthew MeyersonBroad Institute MIT e Harvard
BiomedicinaAtlante genomico dei tumoriMichael LawrenceBroad Institute MIT e Harvard
BiomedicinaAtlante genomico dei tumoriKristian CibulskisBroad Institute MIT e Harvard
BiomedicinaAtlante genomico dei tumoriScott. L. CarterDana-Farber Cancer Institute
BiomedicinaGlobal Burden of DiseasesChristopher J. MurrayUniversità di Washington
BiomedicinaGlobal Burden of DiseasesAlan D. LopezUniversità di Melbourne
BiomedicinaGlobal Burden of DiseasesTheo VosUniversità di Washington
BiomedicinaGlobal Burden of DiseasesMohsen NaghaviUniversità di Washington
BiomedicinaCRISPR/Cas9Feng ZhangMIT, Boston
Scienza dei materialiCelle solariHenry J. SnaithOxford University
Scienza dei materialiCelle solariMichael Grätzel, Mohammed NazeeruddinPolitecnico di Lausanne
Scienza dei materialiBatterie al litio, supercapacitori, energeticaDavid (Xiong Wen) LouNanyang Technical University (NTU), Singapore
Scienza dei materialiNanomaterialiHua ZhangNanyang Technical University (NTU), Singapore
Scienza dei materialiNanomaterialiYi CuiUniversità di Stanford
Scienza dei materialiFotovoltaico organicoYang YangUniversità della California, Los Angeles

Fra i 3.100 “Highly cited” 44 dall'Italia

Dopo il gruppo dei 19 super ricercatori del momento la pubblicazione della Thomson Reuters riporta la lista dei circa 3.100 che hanno firmato più pubblicazioni molto citate (highly cited) nel mondo nel periodo 2003-2013. Fra questi figurano anche 44 ricercatori, che lavorano in Italia. La maggior parte dei quali - per inciso, membri del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, e alcuni autori di Scienzainrete.

L’elenco (che non tiene conto dei, peraltro pochi, italiani operanti all’estero) mette di nuovo in evidenza da un lato il predominio dei centri di ricerca statunitensi e del peso vieppiù crescente delle istituzioni cinesi.

Dall’altro del fatto che l’Italia si piazza ormai dietro a paesi come Svizzera, Arabia Saudita e Spagna. Segno probabilmente anche di un relativo declino numerico delle punte di eccellenza che caratterizzano il nostro panorama scientifico, mettendo peraltro in evidenza anche i centri e gli atenei che ospitano i ricercatori scientificamente più produttivi. 

La lista mostra anche - come sempre - la preponderanza a livello disciplinare della medicina e delle scienze della vita, servite da un maggior numero di riviste highly cited.

HIGHLY CITED CHE LAVORANO IN ITALIA

DisciplinaNomeIstituzione
Scienze agrarie e degli alimentiMaurizio BattinoUniversità Politecnica Marche
Scienze agrarie e degli alimentiDaniele del RioUniversità di Parma
Scienze agrarie e degli alimentiMauro SerafiniCentro CRA-NUT di Roma l'Università di Roma "La Sapienza"
Scienze agrarie e degli alimentiPaolo NannipieriUniversità di Firenze
Scienze agrarie e degli alimentiNicoletta PellegriniUniversità di Parma
Medicina ClinicaMichele BaccaraniUniversità di Bologna
Medicina ClinicaMario BoccadoroOspedale Molinette
Medicina ClinicaAntonio ColomboCtr Cuore Columbus
Medicina ClinicaRon GoldhirschIEO
Medicina ClinicaAldo Piero MaggioniANMCO Res Ctr
Medicina ClinicaGiuseppe ManciaUniversità Milano Bicocca
Medicina ClinicaFrancesco MontorsiUniversità Vira e salute, San Raffaele
Medicina ClinicaAntonio PalumboUniversità di Torino
Medicina ClinicaGiuseppe RemuzziIstituto Mario Negri
Medicina ClinicaGiuseppe SaglioUniversità di Torino
Medicina ClinicaSalvatore SienaOspedale Niguarda Ca’ Granda
Medicina ClinicaLuigi TavazziFondazione IRCCS Policlinico San Matteo Pavia
Medicina ClinicaGianni TognoniConsorzio Mario Negri Sud
Medicina ClinicaStefano VoliniaUniversità di Ferrara
Computer ScienceAlessandro RealiUniversità di Pavia
EconomiaPeter HansenEuropean University Institute
IngegneriaErasmo CarreraPolitecnico di Torino
IngegneriaDaniele IelminiPolitecnico di Milano
IngegneriaGiovanni PetroneUniversità di Salerno
IngegneriaGiovanni SpagnuoloUniversità di Salerno
EcologiaRiccardo ValentiniCMCC
Scienze della terraFrank DentenerCentro europeo di ricerca
Scienze della terraMaria Cristina FacchiniCNR
Scienze della terraSandro Fuzzi, ISACCNR
Scienze della terraGiovanni PitariUniversità dell’Aquila
ImmunologiaAlberto MantovaniUniversità Humanitas, Milano
Scienza dei materialiBruno ScrosatiIIT, Genova
MatematicaGiuseppe MingioneUniversità di Parma
MatematicaCalogero VetroUniversità di Palermo
Biologia molecolare e geneticaSerena SannaCNR
Biologia molecolare e geneticaManuela UdaCNR
FarmacologiaAlessandra Carattol ISS
FarmacologiaVincenzo Di MarzoCNR
FarmacologiaAndrea ScozzafavaUniversità di Firenze
FarmacologiaFrancesco VeroneseUniversità di Padova
Scienze spazialiAndrea CimattiUniversità di Bologna
Scienze spazialiPaolo GiommiASI
Scienze spazialiAlvio RenziniINAF, Padova
Scienze spazialiGianni ZamoraniINAF, Bologna

Fonte
The World Most Influential Scientific Minds 2015, Thomson Reuters: http://thomsonreuters.com/en/press-releases/2016/january/thomson-reuters...

altri articoli

La sinfonia n° 13 di Šostakovič

L'annientamento della popolazione ebraica sul posto, al di fuori dei campi di sterminio, che i nazisti perpetrarono nella loro avanzata verso est dal mar Baltico al mar Nero, copre numericamente quasi la metà della Shoah. Babij Jar è un burrone non lontano da Kiev che, quando i tedeschi occuparono la città ucraina nel settembre del 1941, divenne la tomba della popolazione ebraica residente. E di intellettuali, partigiani ucraini, soldati prigionieri, addirittura calciatori della Dinamo che non si erano voluti far battere dalla squadra delle Forze Armate tedesche, ladri comuni, decine di migliaia di rom. A questo luogo, o meglio a ciò che rappresenta, Evgenij A. Evtušenko dedicò un poema, i cui versi sono stati immortalati dalla loro inclusione nella sinfonia n° 13 di Dmitrij D. Šostakovič. Poiché la sua intenzione era di rendere omaggio alle vittime innocenti non solo del nazismo, ma anche dello stalinismo, Šostakovič chiese poi a Evtušenko altri testi da introdurre nella sinfonia, che furono poi modificati su pressione di Nikita Chruščëv: “Vorrei scrivere una sinfonia per ciascuna delle vittime, ma è impossibile ed è per questo che dedico a tutte loro la mia musica”.
L'articolo di Simonetta Pagliani in occasione del Giorno della Memoria.
Crediti immagine: armenanno/Pixabay. Licenza: Pixabay License

La prima pattuglia russa giunse in vista del campo verso il mezzogiorno del 27 gennaio 1945. Fummo Charles ed io i primi a scorgerla: stavamo trasportando alla fossa comune il corpo di Sómogyi, il primo dei morti fra i nostri compagni di camera. Rovesciammo la barella sulla neve corrotta, ché la fossa era ormai piena, ed altra sepoltura non si dava: Charles si tolse il berretto, a salutare i vivi e i morti. Erano quattro giovani soldati a cavallo, che procedevano guardinghi, coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo.