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I “pro-life” entrano nelle scuole pubbliche per insegnare che i contraccettivi sono pericolosi

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contraccettivi

La branca italiana di un’organizzazione internazionale vicina ai movimenti “pro-life”, accreditata dal ministero dell’Istruzione, riceve finanziamenti pubblici per formare istruttori e organizza corsi nelle scuole, disseminando informazioni fuorvianti sui contraccettivi ormonali e sui preservativi.

Crediti immagine: Reproductive Health Supplies Coalition/Unsplash

«Le fabbriche di armi distruggono la vita, quelle di contraccettivi la impediscono», ha detto Papa Francesco il 10 maggio scorso agli Stati Generali della Natalità a Roma. Poche ore dopo, l’associazione ProVita e Famiglia ha diffuso un comunicato stampa auspicando che l’educazione sessuale dei giovani sia «in ottica generativa e non contraccettiva». Dagli storici attacchi contro l’interruzione volontaria di gravidanza, i movimenti cosiddetti pro-life sono passati a prendere di mira apertamente anche la contraccezione e l’educazione dei giovani, in un crescendo di intolleranza contro il diritto all’autodeterminazione riproduttiva.

In modo meno palese, l’attacco è in corso ormai da tempo.

Alcuni mesi fa, la stampa ha riportato la notizia di cinque famiglie torinesi che hanno protestato contro la direzione della scuola media pubblica frequentata dai figli per la decisione di ospitare un corso di educazione sessuale e affettiva di matrice cattolica, tenuto da tutor dell’associazione Teen STAR, branca italiana di un’organizzazione internazionale specializzata in questo settore. Il corso è stato inizialmente sospeso, per poi riprendere per volontà del collegio dei docenti della scuola. La notizia è riportata anche sul sito di Teen STAR, che risponde all’obiezione di quelle famiglie sostenendo l’assoluta laicità del programma educativo, «aconfessionale e libero da qualunque ideologia», basato su evidenze scientifiche per consentire ai ragazzi di fare scelte consapevoli.

Le “fondamenta scientifiche” del programma Teen STAR

Vediamo dunque quali sono le evidenze scientifiche su cui si fondano le informazioni fornite agli adolescenti dai tutor di Teen STAR. I manuali usati per organizzare i corsi non sono disponibili al pubblico, ma la presidente di Teen STAR International, la ginecologa cilena Pilar Vigil, membro della Pontificia Accademia per la Vita, ne ha esposto i contenuti in numerosi articoli e conferenze. In occasione del congresso Humanae Vitae, l’audacia di un’enciclica sulla sessualità e la procreazione, tenuto a Roma il 19 e 20 maggio 2023, è intervenuta sul tema “Contraccezione, effetti e conseguenze”. Ha sostenuto che i contraccettivi ormonali distruggono i legami di coppia perché riducono la libido femminile e allontanano così la donna dal suo partner. Che aumentano il rischio di insulino-resistenza e diabete, ipercolesterolemia, steatosi epatica, cioè accumulo di grassi nel fegato, una condizione che può portare alla cirrosi e al carcinoma epatico. Ha sostenuto inoltre che aumentano il rischio di tumore al seno e di tumore al collo dell’utero, il rischio di infezioni genito-urinarie da Chlamydia trachomatis, che favoriscono la proliferazione del Papillomavirus umano, che aumentano il rischio tromboembolico, il rischio di depressione, disturbi dell’ansia e condotte autolesioniste e suicide.

Ha sostenuto infine che i contraccettivi ormonali interferiscono con il metabolismo delle cellule cerebrali, aumentando il rischio di patologie psichiatriche, soprattutto nelle donne più giovani. Ha concluso quindi che i contraccettivi ormonali sono farmaci di vecchia concezione, dannosi per la salute della donna, in particolare per le adolescenti, imposti dalle aziende farmaceutiche unicamente interessate al guadagno. Ha promosso, di contro, i metodi di pianificazione familiare basati sull’osservazione dei segnali dell’ovulazione e sull’astinenza sessuale durante la finestra fertile del ciclo ovulatorio, i cosiddetti metodi naturali, unici consentiti dalla Chiesa cattolica.

Il sempre valido criterio del rischio/beneficio

Naturalmente i contraccettivi ormonali, come tutti i farmaci, possono comportare effetti indesiderati. Quel che manca nella presentazione della ginecologa sono i dati sulla frequenza degli effetti citati e il confronto con i benefici di un mezzo contraccettivo affidabile per la salute fisica e la qualità di vita di chi decide di farne uso. «Tutti questi problemi possono verificarsi, ma in una minoranza di pazienti», osserva Anne Gompel, professoressa emerita di ginecologia dell’Università Paris Cité e membro del Consiglio Direttivo della European Society of Contraception and Reproductive Health. «Per quanto concerne gli effetti vascolari, trombosi venosa e malattie cardiovascolari, il rischio riguarda pazienti con precedenti familiari, con anomalie dei fattori della coagulazione, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete di tipo 2 e fumatrici, tutte condizioni che infatti costituiscono controindicazioni per l’assunzione dei contraccettivi estro-progestinici. L’eventualità che un evento di questo tipo si verifichi in assenza di fattori di rischio noti è estremamente rara. Inoltre, la gravidanza comporta un rischio vascolare 8-10 volte più elevato rispetto ai contraccettivi. Per quanto riguarda il cancro al seno, questi farmaci possono favorire la crescita di lesioni che siano già presenti e in meno dell’1% dei tumori al seno. Anche in questo caso, la gravidanza è associata a un rischio maggiore. D’altra parte, i contraccettivi estro-progestinici riducono drasticamente il rischio di tumore alle ovaie, più letale di quello al seno, di tumore al colon, all’endometrio e la loro azione protettiva persiste fino a 30 anni dopo l’interruzione della pillola. È vero che sono associati sul lungo termine a un maggior rischio di tumore al collo dell’utero, probabilmente perché le donne che assumono contraccettivi ormonali sono quelle che hanno più rapporti sessuali, ma nei Paesi occidentali il rischio di tumore al collo dell’utero è molto basso e grazie ai vaccini anti-HPV è destinato ad abbassarsi ulteriormente. Concludendo, se si rispettano le controindicazioni, i benefici di questi farmaci superano i rischi. E nei casi in cui gli estro-progestinici sono controindicati, si può optare per un contraccettivo a base di solo progestinico».

La correlazione tra contraccettivi ormonali e maggior rischio di depressione è stata riscontrata da alcuni studi, da altri no. L’argomento è ancora dibattuto. Una revisione della letteratura scientifica tuttavia evidenzia che la maggior parte delle donne che assumono contraccettivi estro-progestinici non sperimenta variazioni del tono dell’umore, che sono dunque un effetto indesiderato raro. Inoltre, esistono diversi contraccettivi estro-progestinici e gli effetti sul tono dell’umore cambiano in funzione della formulazione. Spetta al medico curante, in accordo con la paziente, scegliere la formulazione più adatta alle sue esigenze.

Gli strali di Pilar Vigil non colpiscono solo i contraccettivi ormonali, ma anche gli strumenti per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale. Invitata a parlare al Meeting di Rimini del 2018, ha detto che il concetto di sesso sicuro è incompatibile con l’intimità, che non ci si può donare reciprocamente «bardati come un astronauta per difendersi da chissà quale pericolo».

Obiettivo: l’astinenza sessuale

Secondo gli insegnamenti del metodo Teen STAR, dunque, i profilattici guastano l’intimità e i contraccettivi ormonali nuocciono gravemente alla salute delle donne. Che cosa rimane ai giovani per proteggersi da gravidanze indesiderate e infezioni a trasmissione sessuale? La risposta è l’astinenza sessuale.

L’obiettivo del programma Teen STAR è prevenire l’esordio sessuale degli adolescenti che ancora non hanno rapporti e convincere quelli che hanno già rapporti a interromperli. Lo dichiara la stessa Pilar Vigil in numerosi articoli e presentazioni, come questo, in cui descrive l’applicazione del metodo nelle scuole cilene. L’articolo vanta l’efficacia del programma Teen STAR, che avrebbe ridotto l’incidenza di gravidanze indesiderate in un gruppo di adolescenti rispetto a un gruppo di controllo che non ha ricevuto alcuna forma di educazione sessuale. In conclusione dell’articolo si avverte però che, poiché in Cile l’aborto è illegale, non c’è modo di sapere quante gravidanze siano iniziate ed eventualmente siano state interrotte clandestinamente nel gruppo delle ragazze educate con il metodo Teen STAR e nel gruppo di controllo. Inoltre, non c’è modo di sapere con certezza se gli adolescenti che dopo il corso hanno dichiarato di astenersi dai rapporti dicevano il vero o il falso.

Uno studio sull’efficacia del metodo Teen STAR è stato condotto anche in Italia, da ricercatori del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che da tempo collabora con l’organizzazione della ginecologa cilena. A un campione di 644 adolescenti che hanno seguito il corso a scuola o in parrocchia è stato proposto un questionario prima e uno dopo l’esposizione al programma, per valutarne conoscenze e attitudini. È risultato che dopo aver seguito il corso ragazzi e ragazze sono più informati sui segnali dell’ovulazione e sulla fisiologia della fertilità, sul rischio di gravidanze indesiderate e di contrarre malattie a trasmissione sessuale. Non è stata valutata, ovviamente, la loro conoscenza dei mezzi contraccettivi moderni e del profilattico per la protezione dalle infezioni. Non è emersa una maggiore indipendenza dall’influenza del gruppo dei pari nelle scelte relative alla sessualità. Prima del corso, gli adolescenti del gruppo già sessualmente attivi erano 9, al termine del corso 23. A fronte di questi risultati, gli autori dell’articolo che, ricordiamo, collaborano con il programma Teen STAR, commentano che «la maggior conoscenza e consapevolezza acquisita sui temi dell’affettività e della sessualità e la maggior apertura comunicativa degli adolescenti su tali temi potrebbero anche aver influenzato le loro condotte sessuali: non si è infatti registrato un aumento significativo nel numero dei debutti sessuali».

Al di là delle convinzioni dei loro sostenitori, la letteratura scientifica è concorde sull’inefficacia degli interventi di educazione sessuale “abstinence-only”, cioè basati sull’astinenza come unica pratica raccomandata per prevenire gravidanze indesiderate e infezioni a trasmissione sessuale. Una revisione delle evidenze disponibili pubblicata di recente dalla Society for Adolescent Health and Medicine statunitense conclude che, pur essendo teoricamente protettiva, in concreto l’astinenza promossa da questi programmi non viene mantenuta. Inoltre questo tipo di interventi è problematico dal punto di vista etico perché di solito fornisce agli studenti informazioni incomplete e perché trascura la diversità degli orientamenti sessuali e il tema dell’identità e degli stereotipi di genere. E a proposito di stereotipi di genere, nel saggio Amare ed essere amati di Pilar Vigil (Edizioni San Paolo, 2017) che illustra il metodo Teen STAR, si legge: «I genitali maschili sono organi in gran parte esterni. Sul piano psicologico, questo si vede riflesso sia nel fatto che gli interessi dell’uomo sono di norma altrettanto naturalmente collocati al di fuori di lui, nella realtà che lo circonda, sia nel fatto che egli tende più all’azione che alla contemplazione. C’è in lui una necessità interiore di prendere l’iniziativa. C’è nel suo essere un’inclinazione e un’energia che lo rendono capace di esporsi al rischio e di rispondere ai pericoli, per proteggere la propria famiglia e la società. Nella donna, invece, gli organi genitali sono nascosti all’interno del corpo. Questa interiorità si rende manifesta anche nella mente e nelle emozioni della donna. La donna non possiede la medesima forza ed energia offensiva dell’uomo, tende più alla difesa che all’attacco. È disposta a dare la vita per i suoi, ma nello stesso tempo ha bisogno di protezione e sicurezza. I tratti del corpo femminile e maschile simboleggiano, dunque, nella donna la sua inclinazione di fondo a impegnarsi con tutta se stessa e insieme la sua necessità di amore e di guida da parte dell’uomo che ama. Nell’uomo manifestano la sua tendenza a prendere l’iniziativa, a esercitare un’autorità e a raggiungere le mete prefissate».

L’attività di Teen STAR in Italia

Nel nostro Paese l’educazione sessuale e affettiva non è compresa nei programmi scolastici di nessun ordine e grado. «L’autonomia delle singole scuole, però, consente loro di organizzare corsi, spesso coinvolgendo associazioni o enti esterni con cui la dirigenza o qualche insegnante ha contatti personali», spiega la ginecologa Maria Giuseppina Picconeri, membro del Consiglio direttivo della Società italiana di riproduzione umana, responsabile del progetto pilota della Siru per un corso di educazione sessuale e affettiva per la tutela della salute riproduttiva nelle scuole superiori. «Alcuni di questi enti collaborano gratuitamente, su base volontaria, come noi, altri vengono retribuiti con i fondi pubblici a disposizione degli istituti scolastici. Degli interventi nelle scuole dovrebbe occuparsi un’equipe di specialisti nel settore della salute sessuale e riproduttiva, ginecologi, andrologi e psicologi, per offrire ai ragazzi informazioni esaurienti e corrette a 360 gradi, che consentano loro di fare scelte consapevoli e libere. Da parte del Ministero dell’Istruzione, però, non c’è alcun controllo sui contenuti di queste iniziative e sulle qualifiche di chi le gestisce». In questo panorama nazionale disorganizzato agisce Teen STAR, che dal 2004 offre corsi alle parrocchie, ai circoli giovanili locali, alle scuole private e a quelle pubbliche. L’attività principale dell’associazione consiste nella formazione di tutor adulti: insegnanti, psicologi, operatori nel campo della salute e dell’educazione. Per diventare tutor di Teen STAR bisogna frequentare un corso base e un corso avanzato, entrambi a pagamento, e poi dei corsi di aggiornamento annuali. Gli istruttori così formati entrano a far parte di una rete, coordinata dall’associazione, che tiene gli incontri nelle scuole di tutto il Paese.

Secondo i dati forniti dal sito, sono 4.085 i tutor attivi e 1.765 i corsi tenuti finora da Teen STAR nelle scuole di 51 province, in tutte le Regioni. Dal 2016, l’associazione è accreditata dal ministero dell’Istruzione come ente erogatore di formazione per il personale scolastico. Ciò significa che gli insegnanti di ruolo possono iscriversi ai corsi per diventare tutor di Teen STAR pagando attraverso la carta del docente, cioè con i fondi pubblici messi a disposizione dal Ministero. È necessario chiarire che il ministero non effettua alcuna verifica sui contenuti dei corsi di formazione offerti dagli enti accreditati, quindi l’accreditamento di per sé non è garanzia di qualità dei contenuti. I maggiori sostenitori del programma Teen STAR in Italia non sorprendentemente sono la Chiesa, la stampa cattolica, pubblicazioni religiose integraliste e gli stessi movimenti anti-scelta, omofobi, contrari alla contraccezione e alla parità di genere che si scagliano contro tutte le iniziative laiche di educazione sessuale e affettiva nelle scuole.

 

L’articolo è tratto dal blog Eva-Sapere è potere creato da Maria Cristina Valsecchi e Valentina Murelli

 

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