OGM: organismi giornalisticamente modificati
Nel 2015 ci sono ancora attività fondamentali della vita della cellula, conservate attraverso tutta l’evoluzione, di cui sappiamo poco. È il caso dell’autofagia, un meccanismo omeostatico che si serve dei lisosomi per degradare e riciclare il materiale cellulare, le proteine, gli organelli invecchiati. Interpretato al momento della sua scoperta come banale epifenomeno della morte cellulare, si è rivelato, nel corso degli anni, un’inesauribile fonte di sorprese. Indotto nella cellula dal digiuno, si candida, così come l’epigenetica, a fare da anello di congiunzione tra gli
Le biotecnologie forniscono nuovi strumenti in grado di combattere patologie gravi e di contrastare l’invecchiamento di organi e tessuti. Abbiamo parlato delle potenzialità e degli sviluppi della terapia genica con Mauro Giacca, Direttore Generale dell’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) e con Serena Zacchigna, responsabile del Laboratorio di Biologia Cardiovascolare dell’ICGEB di Trieste.
È di lunedì 26 ottobre 2015, la notizia dell’assoluzione da parte del Tribunale di Roma di Nello Martini, “fondatore” dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e direttore fino a luglio 2008, dall’accusa di disastro colposo perché “il fatto non sussiste”. Una bella notizia, ma che lascia l’amaro in bocca.
La vicenda di Martini, che potremmo definire “kafkiana”, merita di essere conosciuta e ampiamente condivisa.
Anche coloro che nascono
nella povertà possono trasformarsi in geni intellettuali, se non si girano le
dita per l’intero giorno, o non si limitano a corteggiare agiate donne
annoiate, o non si confinano in un campetto a
tirar calci a un pallone – il che sarà anche sportivo, ma non ti renderà genio
e colto, capace di donare a noi tutti qualcosa di rivoluzionario.
Quest’anno ricorre il bicentenario della nascita di George Boole (2 novembre 1815),
molto celebrata, non nel nostro Paese. Non so darmene una spiegazione. Ma
Uno studio internazionale ha mostrato come un farmaco già in
commercio da anni per la cura dell'asma (un antagonista dei leucotrieni1), è in grado di invertire il corso dell'invecchiamento
cerebrale e la perdita delle funzioni cognitive in animali anziani ai quali il
farmaco è stato somministrato per 6 settimane a dosaggi compatibili con quelli
già in uso nell’uomo. La ricerca è stata pubblicata su Nature Communications.
A causa
E’ stato appena pubblicato
su Nature Communications uno studio dove si dimostra che Montelukast, farmaco già in commercio
da anni per la cura dell'asma, è in grado di revertire l'invecchiamento
cerebrale e la perdita delle funzioni cognitive in animali anziani ai quali il
farmaco è stato somministrato per 6 settimane a dosaggi compatibili con quelli
già in uso nell'uomo.
Lo
studio, che ha coinvolto diversi gruppi di ricerca in Europa - fra cui quello di Maria Pia Abbracchio dell’Università
Statale di Milano e membro del
I risultati della ricerca clinica più rigorosa, la evidence
based medicine, è condizione necessaria ma non sufficiente per chi opera in
sanità. Come riconosceva lo
stesso fondatore della medicina basata sulle prove, Archibald Cochrane, gli
studi clinici non bastano né per trattare il singolo paziente in ambulatorio,
né per occuparsi di sanità pubblica, dove la popolazione presenta
caratteristiche non sovrapponibili a quelle dei campioni analizzati negli studi
clinici.
La realtà è più sporca e imprevedibile dei setting clinici, ma
La carne lavorata è cancerogena, la carne rossa non lavorata
potrebbe esserlo.
Questo il risultato della nuova monografia dello IARC di
Lione, l’Agenzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che valuta la
cancerogenicità delle sostanze. Al di là delle reazioni scontate (i vegetariani
che esultano, gli amici della fiorentina che imprecano, gli oncologi
intervistati sull’onda della notizia che minimizzano) cosa aggiunge il verdetto