fbpx September 2013 | Page 12 | Scienza in rete

September 2013

Stamina crudele

Li abbiamo visti martedì scorso e li rivedremo: i malati mobilitati dall’esperto di marketing Davide Vannoni che promette loro una cura senza accettare che nessuno la giudichi. Lui ha l’aspetto del guru: capello lungo con codino, sguardo maliardo e la furia ottusa di chi pensa di poter gabbare la medicina scientifica con qualche furbata.

ECRAN Project: un cartone per descrivere i trials clinici

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Siamo nel 1747, molte sono le idee contrastanti e le domande senza risposta relative alla cura dello scorbuto, malattia a quel tempo mortale. James Lind, chirurgo navale scozzese, decide di affrontare questa incertezza, sottoponendo i suoi pazienti a uno studio clinico di confronto tra sei possibili rimedi. La sperimentazione messa in atto dimostrò come le arance e i limoni erano di gran lunga il migliori rimedi rispetto ad altri.

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Staminali embrionali riprogrammate in vivo

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Un gruppo di ricercatori dello Spanish National Cancer Research Centre è riuscito a riprogrammare, in un topo vivo, cellule differenziate in modo da farle agire come cellule embrionali staminali. I risultati dello studio, pubblicato su Nature, mostrano che le cellule così riprogrammate hanno un profilo di espressione genica più simile alle staminali embrionali che alle staminali pluripotenti indotte (IPS) ottenute da riprogrammazione in vitro.

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Il comitato scientifico boccia il metodo Stamina

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Il ministro della Salute non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione. E’ quanto si legge dal comunicato diramato in serata dal portavoce del Ministro Beatrice Lorenzin. Ma secondo un’anticipazione dell’agenzia Ansa, il Comitato scientifico chiamato a esprimersi sul metodo Stamina avrebbe espresso parere negativo. Per gli esperti nominati dal ministro, dunque, la metodologia messa a punto da Davide Vannoni non avrebbe consistenza scientifica, mancherebbero le basi per giustificare l’avvio della sperimentazione. Sperimentazione peraltro già autorizzata dal Parlamento con un

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L'astronomia non è roba da bar


Al bar difficilmente si parla di scienza.
Al massimo incontri chi si lamenta dei soldi buttati per la ricerca. E' molto meglio parlare del tempo, di politica e di calcio. 
Non illudiamoci: l'astronomia non è roba da bar.
Claudio Elidoro 

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Siamo quello che mangiamo o che non mangiamo?

La copertina del numero di maggio scorso della rivista National Geographic riporta l’immagine di un bambino accompagnata da un titolo provocatorio “Questo bambino vivrà fino a 120 anni”. Indubbiamente, l’aspettativa di vita media nel mondo ha superato la soglia dei 70 anni, ma siamo ben lontani dal pensare di poter diventare ultracentenari. In verità, il problema principale non è quanto a lungo riusciamo a vivere, ma in che modo.