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ECRAN Project: un cartone per descrivere i trials clinici

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Siamo nel 1747, molte sono le idee contrastanti e le domande senza risposta relative alla cura dello scorbuto, malattia a quel tempo mortale. James Lind, chirurgo navale scozzese, decide di affrontare questa incertezza, sottoponendo i suoi pazienti a uno studio clinico di confronto tra sei possibili rimedi. La sperimentazione messa in atto dimostrò come le arance e i limoni erano di gran lunga il migliori rimedi rispetto ad altri. Il suo lavoro ha salvato non solo la vita dei marinai della sulla sua nave, ma ha anche gettato le basi per i moderni studi clinici (studi randomizzati e controllati) come oggi li conosciamo. Proprio con l’avventura di Lind si apre il video informativo, realizzato dall’European Communication Research Awareness Needs (ECRAN), sulla ricerca clinica indipendente. Il progetto europeo ECRAN, coordinato dall'Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione con prestigiosi partner internazionali, ha come obiettivo la promozione tra i cittadini europei dell’informazione sulla ricerca clinica indipendente, attraverso la realizzazione di diversi materiali informativi ed educativi. L’animazione prodotta risulta molto divertente e coinvolgente, in soli 5 minuti e in 23 lingue diverse aiuta il pubblico laico a comprendere quali sono le procedure che vengono seguite durante una sperimentazione clinica. I trial clinici indipendenti e internazionali rappresentano un importante contributo per la ricerca clinica europea e per trovare risposte adeguate e appropriate su diagnosi, interventi e prognosi.

[video: http://vimeo.com/69337236#at=0]

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Uno studio su 12,5 milioni di ricercatori e ricercatrici suggerisce che con l’età gli scienziati tendano a diventare meno disruptive, meno inclini cioè a produrre idee capaci di cambiare paradigma. Cresce invece la capacità di integrare e consolidare conoscenze già esistenti. Il fenomeno, definito “Nostalgia Effect”, porta a riflettere su una comunità scientifica sempre più gerontocratica, dove il rischio non è l’irrilevanza dei senior, ma un equilibrio alterato tra innovazione radicale e sedimentazione del sapere.

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