fbpx MUSE: l'archiscienza a Trento | Page 2 | Scienza in rete

MUSE: l'archiscienza a Trento

Read time: 2 mins

Non è necessario essere appassionati di scienza per visitare il nuovo Museo delle Scienze di Trento. Potreste voler constatare come Renzo Piano ha trasformato a livello urbanistico l'area ex-Michelin, con la realizzazione non solo del museo ma anche di un grande parco urbano, di un centro residenziale e di uno commerciale.

 

 

 

 

 

 

 

 

Potreste voler accertare come l'ardito design si coniughi con il risparmio energetico, grazie ad un sistema di pannelli solari e pozzi geotermici. Potreste essere appassionati di montagna e voler fare per una volta un'ascensione indoor, in questo edificio che ricorda la verticalità delle montagne, e soffermarvi sulla composizione di una roccia, guardare negli occhi un rapace, calarvi nei panni di uno scalatore sul Nanga Parbat.

Ma anche se non vi interessa la scienza, è difficile non lasciarsi coinvolgere. L'entusiasmo dei bambini presenti fa da traino. E allora anche i genitori e i nonni provano a sdraiarsi su un letto di chiodi, a cavalcare un giroscopio, a dare comandi ad un computer usando gli occhi, a costruire fiocchi di neve. Dopo l'esperienza si cerca di capire perché succede, secondo quel principio del learning by doing spesso bistrattato nella scuola italiana. In un giusto equilibrio tra guardare e toccare, il MuSe propone – nei suoi 12.000 mq – anche esposizioni più classiche, ripercorrendo una storia lunga 5 miliardi di anni, tra orme fossili e ricostruzioni di dinosauri.

In questo viaggio nel tempo che ci fa incontrare i nostri antenati, realisticamente ricostruiti mentre sono intenti alle loro attività quotidiane, non manca una riflessione sul presente e sull'impatto delle nostre abitudini sul Pianeta azzurro (che, appeso al soffitto, sovrasta il visitatore come un monito). Quanta acqua ci vuole per fabbricare un paio di jeans? Qual è l'impatto dell'allevamento delle capre da cachemire sull'ambiente? Quanta spazzatura tecnologica produciamo e che fine fa? I visitatori si soffermano e commentano stupefatti. La conoscenza vera è sempre propedeutica ad un'azione più consapevole. Si spera anche più responsabile.

Il sito del museo: http://www.muse.it/





 

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Musei

prossimo articolo

Morti di calore: la nuova guida dell'OMS per contrastarle

Mentre giugno 2026 mette in ginocchio mezza Europa con temperature da record, blackout e morti, l'Ufficio europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità pubblica la seconda edizione della sua guida sui piani caldo-salute. Un documento che, oltre a fotografare una minaccia ormai strutturale, dice cose molto concrete su come proteggersi: dalle regole per usare il ventilatore al ruolo decisivo del verde urbano e dei pannelli solari sui tetti. E in cui la ricerca italiana ha un peso notevole. Immagine generata con Claude.

L'estate del 2026 non era ancora iniziata da un giorno che già si contavano i morti. Attorno al solstizio un'ondata di calore eccezionalmente precoce e intensa ha investito l'Europa occidentale con temperature di 14-18 °C superiori alla media per la fine di giugno. La Francia ha toccato il suo record assoluto di sempre, con 44,3 °C a Pissos, nelle Landes; in Portogallo e nel sud della Spagna si sono raggiunti i 42,7 °C; il Regno Unito ha frantumato il primato di caldo per il mese di giugno, fermo dal 1976, sfiorando i 38 °C.