fbpx L'Aquila, una ricerca conferma: nessun allerta dal Radon | Page 190 | Scienza in rete

L'Aquila, una ricerca conferma: nessun allerta dal Radon

Primary tabs

Read time: 2 mins

Nessuna previsione era possibile per il sisma del 6 aprile 2009, nemmeno dalle emissioni di Radon: a dirlo è uno studio, condotto dal gruppo di ricerca coordinato da Giuseppe Pitari dell'Università dell'Aquila e pubblicato sulla rivista Environmental Earth Science. I risultati chiudono, con prove sperimentali, la discussione nata attorno all'allarme lanciato da Gianpaolo Giuliani, ex tecnico dell'Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i laboratori del Gran Sasso, che segnalò una correlazione tra il rilascio di Radon nella crosta terrestre e il sisma. In seguito al terremoto Giuliani aveva denunciato l'indifferenza all'allarme e ai suoi studi e la conseguente - secondo le ipotesi - mancata prevenzione del terremoto.

I dati di questa ricerca, tuttavia, parlano chiaro: innanzitutto non c'è stato nessun aumento di emissioni di Radon nel Marzo 2009, ma anzi una diminuzione significativa (del 30% circa) rispetto ai dati del 2004. 
Si tratta, in realtà, solo della conferma di una certezza che è venuta meno proprio durante gli eventi del 2009 con l'intervento di Giuliani:
”Che le ‘previsioni’ basate sul radon fossero una cosa destituita di ogni fondamento era ben noto, anche se ne parla inutilmente dagli anni ’40”  – ha spiegato Enzo Boschi, ex presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica (Ingv).

Le dichiarazioni di Giuliani, non sono mai state confermate da pubblicazioni ufficiali, ma i mass media hanno comunque dato nei mesi successivi il sisma ampio spazio alle ipotesi di un possibile strumento di prevenzione.
Si è dovuto attendere fino ad oggi per una smentita, nel rispetto dei tempi del metodo sperimentale: ”Questi 4 giovani ricercatori aquilani hanno fatto una cosa importante perché hanno dimostrato ancora una volta che il metodo scientifico da Galileo in poi, benché lento e faticoso, consente sempre progressi (anche minimi ma positivi) nella conoscenza del mondo che ci circonda e nella chiarezza dei nostri convincimenti”, ha concluso Boschi.

Autori: 
Sezioni: 
Sismologia

prossimo articolo

Anche i terremoti piccoli sono importanti

strada con grossa crepa dovuta a terremoto in california

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.