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Ai Lincei gli studenti più bravi della scuola italiana

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L'Accademia dei Lincei ospiterà i giovani talenti delle scuole italiane. Loro sono 89 studenti, 51 ragazze e 38 ragazzi, selezionati in una rosa di 3000, in seguito alle segnalazioni dei presidi di scuole superiori e di scuole italiane all'estero per aver raggiunto la media di voti più alta. L'occasione è una serie di eventi, organizzati in collaborazione della Scuola Normale degli Studi di Pisa che inizia domani, 26 luglio, fino alla fine del mese, durante i quali queste "giovani promesse" potranno incontrare alcuni esponenti del mondo professionale e dell'università: un modo per trovarsi faccia a faccia col mondo del lavoro e per orientarsi nella scelta della facoltà e del percorso di studi. Gli incontri saranno arricchiti da lezioni, conferenze e seminari per arricchire questa full immersion per l'orientamento agli studi e alla professione. 
L'Accademia dei Lincei è da sempre molto attenta al mondo scolastico - il progetto I Lincei e l'Istruzione ne è un esempio - ma questo è il primo evento simile dedicato ai ragazzi delle scuole di secondo grado.

Durante le giornate interverranno, tra gli altri, il Direttore Generale di Confindustria Marcella Panucci e il Magistrato, Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia, Renato Finocchi Ghersi,Fabio Beltram, esperto in Fisica della materia della Scuola Normale Superiore di Pisa, e Lamberto Maffei, neurobiologo dell'Accademia dei Lincei.

Per informazioni, è possibile consultare il programma in allegato.

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vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

Nell'immagine una vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino. Credit: Mattia Anghileri/BRIDGE|50.

Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.