Continua la rassegna “Dialoghi di scienza", un ciclo d’incontri, che Sardegna Ricerche e SissaMedialab, organizzano per raccontare il presente e il futuro della scienza e della tecnologia. Sabato 8 giugno, sul palco del THotel(Cagliari) si parlerà di fisica. Era il 4 luglio 2012 quando al CERN di Ginevra viene annunciata la prova sperimentale dell’esistenza del bosone di Higgs. Quella prevista dal fisico britannico Peter Higgs nel 1964, e di cui gli esperimenti ATLAS e CMS - i due grandi rilevatori del Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra coordinati rispettivamente da Fabiola Gianotti e Guido Tonelli - hanno confermato l'esistenza, è infatti una particella diversa da tutte le altre. Il bosone non appartiene alle due classi in cui si suddividono le altre particelle: quelle di materia, come gli elettroni vuoti che sono i costituituenti fondamentali dell’atomo, e quelle di interazione, che trasmettono le forze elettromagnetiche, quella debole e quella forte. Il bosone di Higgs è diversa perché ha il compito di dare massa a tutte le altre particelle e, se così non fosse, il nostro universo non esisterebbe. La scoperta del Bosone di Higgs è stata ufficialmente confermata, dopo numerose verifiche, il 6 marzo 2013. Agli esperimenti avvenuti nell'enorme tunnel circolare che corre per ventisette chilometri sotto Ginevra, tra le montagne del Giura e il lago Lemano, hanno partecipato due equipe composte da 3000 fisici ciascuna, le migliori menti scientifiche provenienti da tutto il mondo. Di questi, oltre seicento sono italiani, così come italiana è gran parte della tecnologia messa a punto e utilizzata per costruire l'acceleratore.<br>Guido Tonelli ripercorre le tappe che hanno portato a questa straordinaria scoperta che ha coinvolto scienziati di tutto il mondo, tra cui i tantissimi italiani che lavorano al super acceleratore. Quali implicazioni avrà la scoperta sulla nostra attuale visione del mondo? Quali sfide deve oggi affrontare la fisica per comprendere meglio il nostro universo? Questi gli interrogativi cui si tenterà di dare risposta durante la conferenza moderata da Nicola Nosengo, giornalista freelance che collabora tra gli altri per Wired, Nature e The Economist.
I cacciatori del bosone di Higgs
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Insetti nel piatto: oltre la barriera del disgusto

Tra norme sui novel food, pregiudizi culturali e reazioni di disgusto, gli insetti commestibili restano in Europa un cibo “impossibile”, nonostante siano una risorsa alimentare per miliardi di persone e una promessa per la sostenibilità. Un nuovo programma di ricerca italiano mostra però che informare non basta: per cambiare davvero ciò che mettiamo nel piatto bisogna agire sulle emozioni, sulle aspettative e sui modelli sociali che guidano le nostre scelte. Ce lo racconta il team che ha guidato il progetto, i risultati del quale saranno presentati in un incontro pubblico il prossimo venerdì a Milano.
La transizione ecologica passa anche dai cambiamenti nelle abitudini alimentari, ma queste restano spesso intrappolate tra pregiudizi culturali e tecnicismi legislativi. In Europa, dal punto di vista normativo il confine è netto: ogni alimento privo di una storia di consumo significativo prima del 15 maggio 1997 è considerato novel food e soggetto a rigorose autorizzazioni.