fbpx Tumori all'utero: un vaccino terapeutico dalle microalghe | Page 23 | Scienza in rete

Tumori all'utero: un vaccino terapeutico dalle microalghe

Read time: 2 mins

Le microalghe sono una nuova, inaspettata arma per la battaglia  contro il tumore al collo dell’utero. A dirlo è lo studio, pubblicato su PlosOne, di un gruppo di ricerca dell’Enea e dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Giovanni Giuliano e Rossella Franconi con Aldo Venuti hanno sviluppato un vaccino terapeutico che supera i limiti dei vaccini preventivi contro le infezioni del papilloma umano attualmente disponibili in commercio. Questi non possono, infatti, proteggere i pazienti già infettati dalle successive fasi di sviluppo del tumore, non sono efficaci contro le lesioni pre-cancerose e prevedono, inoltre, dei costi molto alti che ne impediscono la diffusione nei Paesi più poveri e a maggiore rischio di contrazione dell’HPV (circa il 7% di tutti i tumori è causato dal virus del papilloma umano).

Nella microalga Chlamydomonas reinhardtii, i ricercatori dell’Enea e dell’Ire hanno introdotto il gene che caratterizza una delle proteine dell’HPV in grado di causare la proliferazione incontrollata di tumori, la proteina E7. Con un’opportuna modifica genetica, la proteina prodotta dalla microalga ha mantenuto la sola proprietà di indurre una risposta immunitaria (abolendo, invece, quella specificamente oncogenica).

Il 60% delle cavie vaccinate con la proteina E7 prodotta da Chlamydomonas non ha sviluppato il tumore durante le 13 settimane successive all’iniezione di cellule tumorali.

 

“Da più di 13 anni abbiamo sviluppato nuove formulazioni terapeutiche, partendo dal concetto che le piante possono essere pensate come una biofabbrica”, spiega Rossella Franconi del Laboratorio di Biotecnologie dell’ENEA. “E’ un settore che viene seguito da più parti da diversi anni. Questo lavoro è un passo avanti, proprio perché le microalghe sono un sistema di produzione sicuro, sterile, che apre la strada, ci auguriamo verso la sperimentazione clinica e una diffusione di farmaci a basso costo”.

Soprattutto nei Paesi latino-amercani, infatti, il tumore al collo dell’utero rappresenta un allarme e un’emergenza, che rende necessario la disponibilità di terapie accessibili a tutti.

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Insetti nel piatto: oltre la barriera del disgusto

piatto con insetti

Tra norme sui novel food, pregiudizi culturali e reazioni di disgusto, gli insetti commestibili restano in Europa un cibo “impossibile”, nonostante siano una risorsa alimentare per miliardi di persone e una promessa per la sostenibilità. Un nuovo programma di ricerca italiano mostra però che informare non basta: per cambiare davvero ciò che mettiamo nel piatto bisogna agire sulle emozioni, sulle aspettative e sui modelli sociali che guidano le nostre scelte. Ce lo racconta il team che ha guidato il progetto, i risultati del quale saranno presentati in un incontro pubblico il prossimo venerdì a Milano.

La transizione ecologica passa anche dai cambiamenti nelle abitudini alimentari, ma queste restano spesso intrappolate tra pregiudizi culturali e tecnicismi legislativi. In Europa, dal punto di vista normativo il confine è netto: ogni alimento privo di una storia di consumo significativo prima del 15 maggio 1997 è considerato novel food e soggetto a rigorose autorizzazioni.