fbpx La misura del benessere sociale oltre il PIL | Page 307 | Scienza in rete

La misura del benessere sociale oltre il PIL

Primary tabs

Read time: 2 mins

Il progetto per misurare il Benessere Equo e Sostenibile (BES) della nostra società, oltre la valutazione del PIL (Prodotto Interno Lordo) sarà illustrato all’Accademia dei Lincei dal Presidente dell’Istat Enrico Giovannini giovedì 7 febbraio alle ore 16.30, nel corso della conferenza “Dal PIL al benessere equo e sostenibile”. L’iniziativa si inquadra nel dibattito internazionale sul cosiddetto “superamento del Pil”, stimolato dalla convinzione che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non debbano essere solo di carattere economico, ma anche sociale, etico e ambientale, corredati da misure sulla diseguaglianza e sulla sostenibilità futura.

 “Per decenni – spiega il Prof. Giovannini - il Pil ha rappresentato la misura non solo dell’attività economica di un paese ma anche del suo grado di sviluppo e del benessere dei suoi cittadini. Le crisi degli ultimi anni (alimentare, energetica e ambientale, finanziaria, economica, sociale) hanno reso urgente lo sviluppo di nuovi parametri di carattere statistico in grado di guidare sia i decisori politici nel disegno delle politiche, sia i comportamenti individuali delle imprese e delle persone. Ferma restando l’importanza del Prodotto interno lordo nella misura dei risultati economici di una collettività, è indispensabile integrare tale misura con indicatori di carattere economico, ambientale e sociale che rendano esaustiva la valutazione sullo stato e sul progresso di una società”.

Per affrontare la sfida della definizione degli elementi costitutivi del benessere in Italia e degli strumenti per misurarlo, CNEL e Istat hanno lanciato l’iniziativa del BES coinvolgendo alcuni tra i maggiori esperti dei diversi aspetti che contribuiscono al benessere (salute, ambiente, lavoro, condizioni economiche, ecc.), le parti sociali, ampi settori della società civile e offrendo spazi di confronto e deliberazione cui hanno partecipato migliaia di cittadini. Il risultato è uno strumento in grado di guardare al benessere dei cittadini nella sua complessità.

“Il BES – aggiunge il Presidente dell’Istat - aspira a divenire una sorta di “Costituzione statistica” cioè un riferimento costante e condiviso dalla società italiana in grado di segnare la direzione del progresso della società italiana che vorremmo realizzare”. Nella definizione del BES sono stati presi in considerazione 12 aspetti del benessere (ambiente, salute, benessere economico, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione tempi di vita, relazioni sociali, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ricerca e innovazione, qualità dei servizi, politica e istituzioni) e 124 indicatori statistici.

Ufficio Stampa Accademia dei Lincei

Autori: 
Sezioni: 
ISTAT

prossimo articolo

Dovremmo estendere la zona rossa del Vesuvio?

Partendo da oltre 60 campioni di sedimenti vulcanici raccolti intorno al Vesuvio, un gruppo di ricercatori ha stimato quale sarebbe l'impatto di un'eruzione suggerendo l'opportunità di estendere verso nord-ovest la zona rossa, dove il Piano Nazionale di Protezione civile prevede l'evacuazione in caso di eruzione imminente.

Nell'immagine una rielaborazione della mappa di concentrazione del particolato solido ottenuta da "Mele, D., Dellino, P., & Dioguardi, F. (2024). Pyroclastic density currents hazard simulation data at Mt. Vesuvius, Italy. [Data set]. Zenodo". https://doi.org/10.5281/zenodo.13682628 (CC BY 4.0) a cura di Chiara Sabelli per Scienza in rete (CC BY-SA). In grigio l'area dove la concentrazione di particolato solido è tale da mettere a rischio la vita delle persone, in rosso la zona di evacuazione prevista dalla Protezione Civile.

Partendo dai sedimenti vulcanici raccolti in 65 siti in un’area di circa 15 chilometri intorno al Monte Vesuvio, un nuovo studio ha stimato l'impatto che le correnti piroclastiche generate da un’eruzione avrebbero in termini di pressione, temperatura, concentrazione di polveri e particolato e durata temporale, suggerendo di estendere verso nord-ovest la zona di evacuazione attorno al Vesuvio e offrendo un nuovo approccio alla gestione del rischio vulcanico.