fbpx Il record latino-americano | Page 16 | Scienza in rete

Il record latino-americano

Read time: 2 mins

I ricercatori Latino-Americani sono i più prolifici e i più citati per paper scientifici. Research Trends lo dimostra, con dati che vanno dal 2000 al 2010, in uno degli ultimi studi pubblicati. Il numero di pubblicazioni su riviste indicizzate nel database bibliografico Scopus è più alto del 9% per anno per gli autori sudamericani.

“Il volume complessivo di pubblicazioni scientifiche nel mondo è in crescita a un tasso di circa 3% all’anno. In comparazione, 9% è indubbiamente un dato che segnala una velocità di cui tener conto”, ha commentato Sarah Hugget, autrice dello studio e mnager del settore informazione presso Elsevier.

Per gli ultimi anni, dal 2006 al 2010, lo studio rileva che c’è stata un’ulteriore accelerazione dell’1,6% all’anno. Misurando le citazioni delle pubblicazioni, la distribuzione e intensità delle produzioni latino americane diventa anche più alta se si circoscritta a singoli settori di ricerca (per agricoltura e biologia, ad esempio, circa il 10 e 11% rispettivamente).

Si registrano anche, inevitabilmente, delle differenze per ciascuna regione. In Honduran, ad esempio, nel 2010 le pubblicazioni sono state solo 58, a fronte delle quasi 38.000 brasiliane (numeri chiaramente chiaramente imputabili alle diverse dimensioni e ai maggiori investimenti in ricerca scientifica). Al Brasile fanno seguito Argentina e Messico, che raggiungono le più alte percentuali singole di citazioni (12 e 16%) rispetto alla media complessiva. In particolare l’Argentina registra un record anche a fronte della produzione mondiale, con uno 0.9% di citazioni rispetto alla media internazionale di 1%.

E, infatti, la produzione latino americana è imponente se comparata ai finora più prolifici autori di ricerca scientifica, ovvero Germania, Francia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. Ma vengono messi in secondo piano anche gli altri Paesi asiatici (non più) in via di sviluppo.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Ricerca

prossimo articolo

L’intelligenza artificiale come progetto umano. Intervista a Luciano Floridi 

Luciano Floridi

Luciano Floridi propone un approccio pragmatico all'intelligenza artificiale, da intendere non come destino che ci travolge ma come strumento che possiamo progettare e governare, a patto di sviluppare le competenze critiche necessarie a usarla anziché subirla.

In copertina: Luciano Floridi

L’intelligenza artificiale non è un destino, un’imposizione o una promessa, ma uno strumento che possiamo attivamente progettare, governare e orientare. Luciano Floridi, professore universitario a Yale e all’Università di Bologna e pioniere della moderna branca della filosofia dell’informazione, riflette su design, controllo ed etica dell’AI. Offrendo non speculazioni cavillose, ma questioni concrete. Non mondi (im)possibili, ma il mondo di oggi e domani. Non “dove andremo a finire”, ma “dove vogliamo andare”.