fbpx Un'altra Terra a 12 anni luce? | Page 13 | Scienza in rete

Un'altra Terra a 12 anni luce?

Read time: 2 mins

Un nuovo metodo di analisi dei dati riguardanti Tau Ceti suggerisce che, probabilmente, la stella ospita un complesso sistema planetario con un pianeta di stazza terrestre nella fascia di abitabilità.

All'origine del lavoro di Mikko Tuomi (University of Hertfordshire) e dei suoi collaboratori vi era l'esigenza di verificare la correttezza e l'applicabilità di nuove tecniche statistiche nell'analisi dei dati raccolti per individuare la presenza di pianeti extrasolari. Nel loro studio, di prossima pubblicazione su Astronomy & Astrophysics, hanno dunque esaminato la situazione di Tau Ceti, una stella di tipo solare visibile a occhio nudo e distante solamente una dozzina di anni luce. La scelta dei ricercatori è caduta su questa stella perché, come ha dichiarato uno del team, “eravamo convinti che i suoi dati non contenessero alcun segnale”. La tecnica, infatti, prevede l'inserimento tra i dati reali di segnali artificiali e il recupero di tali segnali utilizzando differenti approcci statistici.

Con grande sorpresa di Tuomi e colleghi, però, oltre ai falsi segnali hanno fatto capolino anche indizi concreti che attorno a Tau Ceti orbitasse un possibile sistema planetario. Combinando oltre 6000 osservazioni raccolte con differenti strumenti, compreso il potente HIRES del Keck Telescope, è infatti emerso che i dati riguardanti la stella erano compatibili con la presenza di 5 oggetti planetari le cui masse erano comprese tra due e sei volte quella della Terra.
Al di là della tecnica con la quale è stato individuato - in attesa, ovviamente, di conferme da altre fonti - l'aspetto più interessante di questo sistema planetario è che uno dei cinque pianeti di Tau Ceti orbita nella cosiddetta Goldilocks Zone (lett. Zona Riccioli d'oro, dal nome del personaggio principale della famosa favola), la regione spaziale caratterizzata dalla possibilità per un pianeta di mantenere acqua liquida sulla sua superficie.

A 12 anni luce di distanza, in direzione della costellazione della Balena, potrebbe dunque orbitare un pianeta con le condizioni ideali per la vita. Salvo smentite.

Keck Observatory - Research paper (arXiv.org)

Autori: 
Sezioni: 
Esopianeti

prossimo articolo

Ricerca pubblica e lavoro precario: il nodo irrisolto del CNR

puzzle incompleto con simboli scientifici

Il precariato nella ricerca pubblica, particolarmente al CNR, mina la competitività scientifica italiana. Ed è un problema che persiste nonostante la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici e le misure introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025. Il sistema di ricerca italiano, sottofinanziato e strutturalmente fragile, rischia di perdere il suo capitale umano, essenziale per garantire un futuro competitivo in Europa.

Immagine di copertina creata con ChatGPT

Negli ultimi mesi il precariato nella ricerca pubblica è tornato al centro del dibattito politico grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Una mobilitazione che mette in luce la fragilità strutturale del sistema della ricerca italiana, cronicamente sottofinanziato e incapace di garantire percorsi di stabilizzazione adeguati a chi da anni ne sostiene il funzionamento quotidiano.