fbpx MicroRNA per riparare il cuore | Page 22 | Scienza in rete

MicroRNA per riparare il cuore

Read time: 2 mins

Un giorno potrebbe essere possibile guarire completamente un cuore in seguito a un attacco di cuore. Le cellule cardiache perdono la loro capacità di dividersi subito dopo la nascita. Quando alcune di queste cellule muoiono, come per esempio, in seguito a un attacco di cuore, il tessuto morto viene sostituito da quello cicatriziale piuttosto che da nuovo muscolo. Un studio pubblicato su Nature apre però una nuova strada. Mauro Giacca infatti, del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (ICGEB) di Trieste, ha identificato delle molecole che stimolano le cellule cardiache adulte a dividersi e a moltiplicarsi.

Tramite uno screening robotizzato l’équipe di Giacca ha analizzato la funzione di tutti i microRNA codificati dal genoma umano, scoprendo che 40 di questi sono in grado di stimolare la proliferazione delle cellule adulte del cuore. Sono stati indotti attacchi cardiaci, a cui poi venivano iniettati nella zona danneggiata i microRNA.

“Alcuni di questi microRNA, scrivono i ricercatori, sono proprio quelli che sono normalmente attivi durante lo sviluppo embrionale, ovvero quando il cuore si forma, ma la loro funzionalità si spegne immediatamente dopo la nascita”. Dopo due mesi, la dimensione della zona di tessuto colpita dall’infarto era dimezzata, e la capacità del cuore di pompare sangue è significativamente migliorata. Gli microRNA somministrati sono in grado di rimettere in moto la replicazione dei cardiomiociti e quindi stimolare la riparazione del danno non attraverso la formazione di una cicatrice, come normalmente avviene, ma promuovendo la formazione di nuove cellule cardiache. “Saranno necessari ulteriori test su modelli animali più grandi, l’idea è quella di utilizzare nell’uomo microRNA sintetici confezionati nei lipidi inoculati dal cardiologo nel cuore subito dopo l’infarto”, spiega Giacca. Questo tipo di terapia potrebbe essere molto preziosa, anche perché i microRNA non stimolano altri tipi di cellule a dividersi, causando tumori.

Ci sono numerosi esempi in natura, come le salamandre e pesci che utilizzano la stessa modalità per riparare ai danni alle cellule del cuore, stessa modalità che però nel corso dell’evoluzione è andata persa nei mammiferi. 

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Farmaci sotto pressione: la crisi parte dallo Stretto di Hormuz

Carta geografica dello Stretto di Hermuz

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda strutturalmente, e su più livelli, dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Crediti immagine: Goran tek-en, CC BY-SA 4.0

Di solito, non ci chiediamo da dove vengano i farmaci. Quando ingeriamo con un sorso d'acqua una pillola di antibiotico, come l’amoxicillina, non viene immediato chiederci come quella capsula sia arrivata a casa nostra. La prendiamo per curare una cistite o un mal di gola di origini batteriche, spesso senza pensare che, prima ancora di essere nel suo blister e spedita sugli scaffali delle farmacie, ha già affrontato un processo fatto di viaggi lunghi e numerosi intermediari.