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Industria italiana: salute e ambiente

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Il master MaCSIS dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, in collaborazione con Scienzainrete, organizza una giornata tematica che avrà come protagonisti docenti universitari, ricercatori, giornalisti ed esperti che si confronteranno su un tema cruciale per lo sviluppo italiano dei prossimi anni. Come salvaguardare e modernizzare il comparto industriale, senza penalizzare la salute di lavoratori e cittadini e senza provocare danni all’ambiente?

Dal caso ILVA alle vicende legate all'amianto, l'attualità ci suggerisce che il diritto al lavoro spesso confligge con il diritto alla salute. Un rischio elevato, sia per le persone che per l’ambiente circostante.

Parteciperanno alla giornata:

Massimo Preite - professore associato di Urbanistica presso l’Università di Firenze
Fabio Mariottini - responsabile ufficio comunicazione ARPA Umbria
Luca Carra - giornalista scientifico
Giampiero Rossi - autore del libro Amianto, processo alle fabbriche della morte
Liliana Cori - ricercatrice dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR -Sezione di Epidemiologia
Maria Luisa Clementi - direttrice della rivista Epidemiologia&Prevenzione

Il dibattito sarà coordinato da Pietro Greco, giornalista scientifico, e presentato dagli studenti del Master, che hanno realizzato anche un dossier di approfondimento sul tema. 
L'appuntamento è per il 19 ottobre, dalle 9 alle 18, presso l'Aula Pagani dell'Edificio U7 - Via Bicocca degli Arcimboldi, Università di Milano-Bicocca
L’evento è aperto a tutti.

Per informazioni scrivere a: [email protected]
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MaCSIS

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Il declassamento del lupo da specie "rigorosamente protetta" a "protetta" in Italia ha riacceso uno scontro noto tra tutela della fauna e difesa delle attività zootecniche. Ma ridurre il conflitto a una questione ecologica o gestionale rischia di oscurarne le radici profonde: predazioni e convivenza si intrecciano infatti con trasformazioni economiche, politiche agricole e crisi delle aree rurali. Il conflitto sul lupo richiede in realtà di ragionare sul modello agroalimentare dominante e immaginare nuove forme di coesistenza tra umani e non-umani.

In Italia, il 2026 si è aperto con uno storico decreto sul declassamento del lupo, da specie «rigorosamente protetta» a «protetta» – come già successo a livello europeo nel 2025. Il cambiamento si basa sulla necessità di gestire il crescente conflitto tra lupi e attività umane, con l'espansione di questo predatore in Italia ed Europa negli ultimi decenni.