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Frozen Planet

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I continenti Artico e Antartico sono (virtualmente) non toccati dall’uomo, solo le specie animali e vegetali più resistenti possono sopravvivere. La serie documenta la vita in queste due regioni.

E’ David Attenborough, regista del documentario, a (raccontare) le immagini di Frozen Planet La serie è stata venduta a 30 Peasi, compresa la Cina – uno dei maggiori emettitori di inquinanti atmosferici del pianeta.

Una puntata di questo (splendido) documentario seriale è stata però rifiutata dagli Stati Uniti. Si tratta dell’ultimo episodio, il settimo, che punta il dito contro il contributo dell’uomo all’aumento della temperatura globale. Negli ultimi giorni, questo rifiuto ‘eccellente’ è diventato un caso riportato – in particolare- dal Daily Mail, considerando che negli negli Stati Uniti è ancora forte una componente di scetticismo circa la teoria dei cambiamenti climatici associati al riscaldamento globale.

[video:http://www.youtube.com/watch?v=1Fshnu_SwAg]

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Documentario

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Dimostrazione cottura preistorica

Il progetto  Onfoods in prehistory ha voluto comprendere e ricostruire l’eredità di una agricoltura sostenibile nata nella preistoria, migliaia di anni, fa e in grado oggi di rappresentare un modello di riferimento. E lo ha fatto con particolare attenzione alla condivisione di questi valori con un pubblico più ampio possibile, sottolineando quanto si può imparare dalla ricerca archeologica e dalle comunità dell’età del Bronzo in termini di alimentazione sostenibile. Ce ne parla il gruppo di ricerca che ha portato avanti il progetto.

Nell'immagine: attività di archeologia sperimentale dimostrativa con cottura di una zuppa di lenticchie e una di roveja, con ceramiche riprodotte sperimentalmente sulla base dei reperti ceramici del villaggio dell’età del Bronzo di Via Ordiere a Solarolo (RA).

Pluridecennali ricerche sul campo, condotte da Maurizio Cattani, docente di Preistoria e Protostoria dell’Università di Bologna, e dal suo team, hanno permesso di riconoscere nell’Età del Bronzo il momento in cui si è definito un profondo legame tra la conoscenza del territorio e la sostenibilità della gestione delle sue risorse. Questa caratteristica ha infatti consentito alle comunità dell’epoca di prosperare, dando vita a villaggi sempre più stabili e duraturi nel corso del tempo.