Mancano ormai poche ore a quello che si preannuncia come l’evento astronomico più spettacolare dell’anno: l’eclissi totale di Luna, in programma mercoledì sera, 15 giugno, dal tramonto a mezzanotte.
Un evento da non perdere, per tanti motivi. Anzitutto, un’eclissi
totale come questa – detta “centrale”, in quanto la Luna attraverserà
proprio il cuore del cono d’ombra proiettato dal nostro pianeta – è un
fenomeno relativamente raro: se la mancate, vi toccherà attendere fino
al 27 luglio del 2018 per rifarvi gli occhi.
Arriva l’eclissi di Luna
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Anche i terremoti piccoli sono importanti

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.
Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.
I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.