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Autismo e vaccini: c'è frode

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Non è stato solo un clamoroso errore quello in cui è incappato nel 1998 Andrew Wakefield, quando pubblicò sulla rivista Lancet uno studio che identificava il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia come una delle possibili cause scatenanti l'autismo. Una ricerca, quella di Wakefield, che fece parecchio scalpore e che fu vera e propria benzina sul fuoco per i movimenti no-vaccino, diffusi in tutto il pianeta. Negli anni successivi si sono susseguite prove sempre più convincenti della falsità di quei risultati, ottenuti con una metodologia molto discutibile su una manciata di casi clinici.

Ma nonostante ciò, negli anni successivi la pubblicazione dei risultati, si verificò un netto calo del numero di bambini vaccinati. E l'ombra del sospetto non è del tutto svanita dall'opinione pubblica neppure dopo che la stessa rivista Lancet, a febbraio dell'anno scorso, ritrattò ufficialmente l'articolo. Dopo ben 13 anni la polemica si è riaccesa: dalle pagine del British Medical Journal il giornalista lancia a Wakefield un'accusa ben più grave: il caso non sarebbe derivato da un errore in buona fede, ma dalla volontà di trarre fama e denaro da un inganno ben costruito. Wakefield avrebbe alterato i dati clinici presenti nelle cartelle e presentato come sani bambini che già prima di essere vaccinati avevano mostrato chiari problemi di sviluppo.

BMJ editoriale

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Il Nobel per la chimica 2026 all'asimmetria delle molecole

disegno di molecole allo specchio

Due molecole possono essere identiche nella composizione, ma avere proprietà molto diverse perché sono l’una l’immagine speculare dell’altra. È il fenomeno della chiralità, fondamentale per comprendere la chimica della vita e il funzionamento di molti farmaci. Il Nobel per la chimica 2026 premia Henri B. Kagan e Kenso Soai per aver dimostrato come un piccolissimo squilibrio tra due forme speculari possa essere amplificato durante una reazione chimica, fino a far prevalere quasi completamente una delle due. Scoperte che hanno trasformato la sintesi organica asimmetrica e aperto nuove prospettive per la ricerca.

Crediti immagine di copertina: ©Johan Jarnestad/The Royal Swedish Academy of Sciences

Due molecole possono avere gli stessi atomi e la stessa formula, ma comportarsi in modo molto diverso se sono l’una l’immagine speculare dell’altra. È da questo problema, apparentemente esclusivamente geometrico ma in realtà profondamente legato alla vita e al funzionamento stesso delle molecole che la compongono, che parte la motivazione del Nobel per la chimica 2026, assegnato a Henri B.