fbpx Uccelli migratori in difficoltà | Page 3 | Scienza in rete

Uccelli migratori in difficoltà

Read time: 1 min

Non ci sono più le vecchie stagioni. L'obsoleto detto vale anche per gli uccelli migratori. Secondo uno studio internazionale, coordinato da Nicola Saino dell’Università Statale di Milano, i cambiamenti del clima inciderebbero in maniera assai significativa sulla sopravvivenza degli uccelli migratori. La ragione sembrerebbe essere l'incapacità dei volatili nello stare al passo con la sempre più anticipata primavera nell'Europa settentrionale. Lo studio è stato da poco pubblicato dalla rivista Proceedings of Royal Society.

L'indagine ha riguardato 117 specie di uccelli migratori che sono soliti effettuare uno spostamento stagionale dall’Africa o dall’Europa meridionale verso l’Europa del nord. Negli ultimi decenni la data della migrazione primaverile ha subito un graduale anticipo di circa 1-3 giorni ogni 10 anni. Ciò ha messo in crisi molte specie andando ad influenzare negativamente l’accoppiamento e il reperimento del cibo mettendo così a rischio molte specie di uccelli canori e di uccelli acquatici.

Nonostante gli uccelli migratori abbiano iniziato ad anticipare gli spostamenti, l’effetto dell’anticipo della primavera procede con una marcia più spedita. Questo comporta che alla fine della migrazione gli uccelli sono esposti a un clima tipico da primavera in fase avanzata che influisce negativamente sulla riproduzione e sopravvivenza della specie.

Proceedings of the Royal Society of London (2010) doi: 10.1098/rspb.2010.1778

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Biologia

prossimo articolo

Scongelare i cervelli, non i ghiacciai

Particolare di una formazione di ghiaccio

Matteo Motterlini nel suo ultimo saggio spiega quali sono le trappole mentali che ci spingono a non reagire di fronte ai rischi connessi alla crisi del clima. E a disinnescarle, per darci la possibilità di attivare il cambiamento iniziando dall’unico luogo in cui può essere concepito un futuro diverso: il nostro cervello. Crediti immagine: Foto di Sophia Simoes su Unsplash

Perché la crisi climatica non ci smuove? Perché continuiamo a posticipare l’inevitabile? Perché ignoriamo chi verrà dopo di noi? Perché cambiare ci costa così tanto? Perché distruggiamo il più prezioso dei beni comuni: la nostra casa, la Terra? Perché crediamo ancora nella crescita infinita, su un pianeta che ha limiti ben precisi? Perché neghiamo l’evidenza? Perché non ci fidiamo della scienza?