fbpx Dinosauro dalle corna giganti | Page 3 | Scienza in rete

Dinosauro dalle corna giganti

Read time: 1 min

Coahuilaceratops magnacuerna
#LLL#
Coahuilaceratops magnacuerna è il curioso nome del dinosauro da poco scoperto in Messico. La caratteristica dell’insolito animale è la presenza di una grande coppia di corna della lunghezza di circa 2 metri. I dettagli del ritrovamento, ad opera di un gruppo di paleontologi statunitensi, verranno pubblicati nel volume intitolato “New perspectives on Horned Dinosaurs”, edito dalla Indiana University (Stati Uniti).

Il dinosauro, della lunghezza di circa sei metri e mezzo e alto ben due metri, rappresenta uno dei più massicci erbivori appartenenti al suo ecosistema. I resti, databili a circa 72 milioni di anni fa, sembrerebbero quelli di un individuo adulto al momento della morte. Le grosse corna, secondo gli studiosi, servivano al Coahuilaceratops come richiamo per la riproduzione e per combattere contro animali della stessa specie.

Sino ad oggi la storia dei dinosauri nell’area dell’attuale Messico è sempre stata povera di reperti e informazioni. Attraverso la scoperta del Coahuilaceratops magnacuerna i paleontologi sono riusciti a colmare quel vuoto di conoscenza dell’era del Tardo Cretaceo. Una scoperta che a detta degli esperti potrebbe anche riscrivere la storia dei dinosauri nell'America nord occidentale.

 http://www.unews.utah.edu/p/?r=052510-1

Autori: 
Sezioni: 
Paleontologia

prossimo articolo

Ricerca pubblica e lavoro precario: il nodo irrisolto del CNR

puzzle incompleto con simboli scientifici

Il precariato nella ricerca pubblica, particolarmente al CNR, mina la competitività scientifica italiana. Ed è un problema che persiste nonostante la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici e le misure introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025. Il sistema di ricerca italiano, sottofinanziato e strutturalmente fragile, rischia di perdere il suo capitale umano, essenziale per garantire un futuro competitivo in Europa.

Immagine di copertina creata con ChatGPT

Negli ultimi mesi il precariato nella ricerca pubblica è tornato al centro del dibattito politico grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Una mobilitazione che mette in luce la fragilità strutturale del sistema della ricerca italiana, cronicamente sottofinanziato e incapace di garantire percorsi di stabilizzazione adeguati a chi da anni ne sostiene il funzionamento quotidiano.