fbpx È Nicolò D’Amico il nuovo Presidente dell’INAF | Page 13 | Scienza in rete

È Nicolò D’Amico il nuovo Presidente dell’INAF

Read time: 2 mins

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato i decreti di nomina dei nuovi Presidenti di quattro degli Enti di ricerca vigilati dal MIUR il cui organo di vertice ha concluso il proprio mandato negli scorsi mesi. Alla guida dell’INAF sale Nicolò D’Amico, 62 anni, professore ordinario di astrofisica all’Università di Cagliari ed ex direttore dell’INAF Osservatorio Astronomico di Cagliari e del progetto SRT.

Contestualmente il Ministro ha nominato anche alcuni nuovi consiglieri d’amministrazione e membri di Consiglio direttivo di designazione MIUR in sostituzione di quelli in uscita. Per l’INAF, i membri del CdA entranti sono Eugenio Coccia e Marco Tavani (INAF IAPS Roma), che andranno ad affiancare i due rappresentanti eletti nei giorni scorsi dal personale, Enrico Cappellaro e Stefano Giovannini.

«Abbiamo fatto nomine coerenti con la valorizzazione del merito», dichiara il Ministro Giannini. «Auguri a chi ha lasciato l’incarico e ancor di più a chi inizia il proprio mandato, nella piena consapevolezza che questo atto testimonia l’attenzione che il Governo ha per un settore che considera strategico per il Paese».

Raggiunto telefonicamente da Media INAF, D’Amico spiega d’aver saputo della nomina nemmeno due ore fa, attorno alle sette di sera. «Mi hanno cercato dal Ministero, non mi trovavano perché ero in una zona d’ombra del cellulare. Quando sono uscito ho trovato una quantità incredibile di telefonate da parte di colleghi che mi dicevano che mi stavano cercando – appunto – dal Ministero. E ho capito che evidentemente erano state fatte le nomine. Poi ho parlato direttamente con il Ministero, e mi hanno confermato tutto», dice il neopresidente, esprimendo a caldo «emozione, apprezzamento per le scelte del Ministro, riconoscenza, ma anche preoccupazione per le difficoltà da affrontare».

Media INAF

Sezioni: 
INAF

prossimo articolo

Cosa resta dopo il talk: perché valutare l’impatto dei festival scientifici

sedia vuota su palco

Sedersi in platea, ascoltare, uscire con una sensazione precisa — entusiasmo o noia — e chiedersi come restituirla a chi organizza. Da questa esperienza personale, per Elena Panariello è nata una riflessione sulla valutazione dell’impatto dei festival scientifici: uno strumento poco praticato ma potenzialmente decisivo per ascoltare davvero il pubblico, riconoscere esclusioni, limiti e possibilità, e trasformare i dati in uno spazio democratico di confronto. Al suo lavoro è stato assegnato nel 2025 il premio per la miglior tesi del Master in Comunicazione della Scienza "Franco Prattico"

Mi siedo in poltrona, le luci si abbassano e lo spettacolo inizia.
Dopo un’ora e mezza - anzi, facciamo un’ora e quarantacinque, a causa delle domande sempre presenti dei più curiosi - il trambusto ricomincia.