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Pochi Irccs fanno vera ricerca

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PRIMO PIANO
21-27 settembre 2010
I dati del 2009 sulla produzione scientifica mostrano le cattive performance di molti Istituti
Pochi Irccs fanno vera ricerca
Italia spaccata in due: tra i primi 20 centri per impatto 15 sono al Nord
on tutte le perle del Ssn brillano. Anzi. Molte brillano poco o per nulla. Nella lunga lista dei “magnifici” Irccs, gli ospedali di eccellenza che almeno sulla carta dovrebbero rappresentare la punta di diamante nella ricerca e nell’assistenza del Servizio sanitario, c’è qualche Istituto di troppo. Tra i 43 centri che si sono guadagnati l’ambìto riconoscimento di Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico - ogni anno se ne aggiunge almeno uno alla lista - in pochi e soprattutto al Centro-Nord (Lombardia in primis), con rare eccezioni importanti al Sud, fanno davvero ricerca ad alto livello. Gli altri guardano dal basso. Altri ancora arrancano e portano a casa risultati modesti. A volte quasi imbarazzanti. Il nuovo aggiornato spaccato esce fuori dagli ultimi dati del ministero della Salute, pubblicati in esclusiva da «Il Sole-24 Ore Sanità». I dati del 2009 parlano chiaro: pubblicazioni al lumicino per molti Irccs (cinque non sono riusciti a produrne più di 50 in un anno). Con l’«impact factor», il peso scientifico della ricerca calcolato sulle pubblicazioni (in questo caso anche «normalizzato», ri-
N
toccato cioè secondo le indicazioni ministeriali) che vede stravincere alcune strutture, quasi tutte del Nord: a partire dal solito San Raffaele di Milano che da solo (con 3.423 punti) ha più “impatto” di quasi venti Irccs messi insieme. Mentre sono solo 17 gli Istituti che riescono a superare l’asticella di 500 punti di impact factor, un tetto minimo per poter dire che si fa innovazione d’avanguardia. Basti pensare che un buon gruppo di ricerca a livello internazionale, fatto di una decina di persone tra ricercatori e tecnici, ne conquista almeno 100 in un anno. Non va molto meglio per la gran parte degli Istituti anche su altri fronti: dalla capacità di attrarre finanziamenti pubblici e privati (oltre a quelli del ministero) al numero di trial clinici (le sperimentazioni) e ai pazienti reclutati. Il ministero della Salute ha deciso, però, di non stare a guardare. E dall’anno scorso ha deciso di mettere a bando una bella fetta (40 milioni sui 200 totali) dei fondi della ricerca corrente, quella distribuita a tutti gli Irccs. Assicurando dunque solo ai migliori le risorse in più. Ricerca per pochi. Dai dati del ministero emerge chiaramente che più della metà degli istituti
La top 20 per impact factor
Posizione 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 Impact factor totale normalizzato Istituto San Raffaele di Milano (privato) 3.423,20 Ospedale Maggiore di Milano (pubblico) 2.238,20 Policl. San Matteo di Pavia (pubblico) 1.782,30 Istituto dei tumori di Milano (pubblico) 1.647,80 Istituto europeo di Oncologia di 1.320,10 Milano (privato) Fondaz. Santa Lucia di Roma (privato) 1.266,50 Istituto Gaslini di Genova (pubblico) 1.103,10 Fondazione Maugeri di Pavia (privato) 947,50 Istituto di Rizzoli di Bologna (pubblico) 900,7 Istituto Regina Elena di Roma (pubblico) 873,20 Osp. Bambino Gesù di Roma (privato) 847,00 Fondazione Carlo Besta di Milano 822,50 (pubblico) Istituto auxologico di Milano (privato) 813,20 Istituto per la ricerca sul cancro di 810,50 Genova (pubblico) Casa Sollievo della sofferenza di S. 666,10 Giovanni Rotondo (Foggia) (privato) Centro oncologico di Aviano (pubblico) 660,20 Istituto Neurologico mediterraneo 628,30 di Pozzilli (privato) Istituto Humanitas di Milano (privato) 491,30 Istituto oncologico veneto di Padova 484,70 (pubblico) Istituto nazionale di ricovero e cura per 473,20 anziani di Ancona Nome dell’Irccs
pubblici e privati a carattere scientifico, di scientifico non ha granché: hanno ottenuto l’agognato riconoscimento, si sono messi in tasca i finanziamenti che dai 189 milioni del 2007 sono passati a 200 nel 2008 per poi scendere ai 160 dell’anno scorso (perché, come detto, 40 milioni sono stati spostati nei bandi). Ma di risultati scientifici ne possono vantare ben pochi. Se si prende come punto di riferimento l’impact factor -, la misura cioè delle pubblicazioni e della loro utilità basata in buona parte sul prestigio della rivista su cui sono pubblicate e sul numero degli scienziati che le utilizzano per costruire altra ricerca scientifica - solo una ventina di Irccs sembrano fare bella figura. Certo, va precisato che si tratta di una classifica molto grezza che non tiene conto di molti fattori: a cominciare dal fatto che gli Istituti che si occupano di alcune attività di ricerca più “spendibili”, come l’Oncologia, hanno accesso più facile alle riviste importanti che fanno punteggio. Da qui l’impact factor in media più alto per gli Irccs specializzati nei tumori. Va anche aggiunto che i punteggi bassi spesso dipendono dal numero esiguo di ricercatori impiegati: per
questo bisogna tener conto, per giudicare la qualità scientifica, anche di altri due indicatori. E cioè qual è l’impact factor per ogni ricercatore e il costo medio speso per conquistare un punto. Ma questo non spiega gli scarsi risultati di alcuni centri. Gli ultimi tre Istituti per impatto scientifico sono il Crob di Rionero in Vulture, specializzato in Oncologia, che in un anno ha totalizzato solo 75 punti di «If» e una manciata di pubblicazioni (23 in tutto). Poi il De Bellis di Bari (specializzato in Gastroenterologia) con 103 punti e 35 pubblicazioni. Non va molto meglio il «Sdn» di Napoli (l’istituto di diagnostica nucleare) con 110 punti e 29 pubblicazioni. Ebbene questi tre centri si trovano a distanza siderale dai primi tre Irccs d’Italia per impact factor. Il San Raffaele di Milano di Don Verzè fa il pieno con 3.423 punti e 759 pubblicazioni. L’ospedale Maggiore di Milano totalizza 2.238 punti e 709 pubblicazioni, mentre il San Matteo di Pavia conquista 1.782 punti per 462 pubblicazioni. Il ministero punta al merito. È stato una delle prime battaglie del ministro Fazio che ha deciso di dare una scossa alla ricerca
I dati principali degli Irccs nel 2009
Ifn totale 813,20 660,20 158,00 469,80 822,50 666,10 75,50 103,20 390,70 292,10 336,60 1.103,10 491,30 484,70 1.320,10 473,20 810,50 415,10 1.647,80 2.238,20 947,50 284,50 340,60 282,90 0,00 284,20 628,30 371,90 204,20 847,00 453,50 873,20 900,70 291,60 157,30 1.782,30 3.423,20 380,90 1.266,50 122,10 110,20 372,60 138,90 Numero pubblicazioni totale 242 210 39 228 235 197 23 35 111 84 96 261 104 129 268 135 218 105 404 709 296 80 109 77 0 68 149 100 58 294 110 224 265 94 73 462 759 116 287 31 29 137 41 Volume totale dei finanziamenti non ministeriali da Enti pubblici e privati o da fondazioni (€) 1.127.549,30 109.508,21 250.000,00 1.840.551,41 5.629.372,77 301.919,00 0,00 0,00 414.042,53 858.905,00 971.774,00 1.940.537,25 1.568.301,20 1.751.989,00 10.002.395,72 0,00 4.065.103,33 1.223.771,00 9.096.557,00 3.363.623,00 7.884.677,00 436.210,00 3.828.659,00 394.320,95 0,00 2.256.844,00 299.700,00 74.680,00 318.700,00 1.328.758,00 4.170.767,00 580.160,00 13.449.351,52 691.940,20 509.500,00 3.933.000,00 13.644.995,94 160.000,00 2.091.333,90 100.000,00 0,00 6.732.941,01 46.520,00 Volume totale dei finanziamenti ottenuti da privati per progetti di ricerca dell’Irccs (€) 783.688,14 4.615.863,43 401.977,00 387.000,00 316.233,29 885.392,00 57.524,00 0,00 91.819,25 384.390,00 307.258,00 310.865,03 1.690.509,13 434.662,27 2.743.458,22 131.549,00 953.503,58 235.529,00 4.573.578,92 1.158.000,00 12.242.892,00 35.956,00 401.150,78 175.454,25 0,00 179.928,00 637.336,00 68.609,73 558.405,00 2.792.753,00 111.597,60 3.135.624,02 675.384,27 663.059,74 177.300,00 2.303.000,00 10.106.805,61 650.450,00 398.960,00 200.000,00 562.035,00 334.737,59 23.340,00 Trials attivi 133 116 7 52 81 103 66 0 9 8 14 49 238 51 172 89 105 85 249 126 59 10 56 86 0 8 43 54 75 115 197 209 79 34 35 550 450 73 63 9 4 106 5 Numero pazienti reclutati in trials clinici nel 2008 8.480 1.292 54 378 3.306 1.029 444 0 31 33 84 0 1.437 277 2.517 0 616 2.325 5.537 2.660 725 25 172 11.382 0 292 230 4.033 339 772 375 2.027 2.167 282 817 3.369 3.616 514 2.186 180 726 1.124 26 If per ricercatore 10,51 8,09 3,41 15,08 6,02 7,73 2,97 3,76 5,09 5,99 8,47 7,10 3,90 13,43 5,42 6,91 5,69 4,36 10,43 6,12 9,97 4,32 25,38 3,74 0,00 10,53 8,95 10,51 6,70 5,92 8,63 2,60 7,21 5,59 2,07 9,52 12,02 6,51 8,52 8,09 4,92 3,67 3,80 Costo medio per punto di If (€) 6.854,74 9.011,09 8.211,19 8.027,08 8.511,82 6.127,25 8.108,12 13.919,92 6.155,26 7.091,44 3.978,86 6.608,91 3.394,90 4.926,59 7.671,95 6.646,30 13.919,28 8.379,87 7.641,28 4.883,39 8.420,58 7.932,65 11.728,30 10.858,03 0,00 2.189,90 7.312,25 5.062,44 8.253,85 7.395,19 8.802,33 6.527,65 9.420,74 6.504,53 12.565,12 6.242,91 5.610,62 4.189,86 5.372,06 7.488,75 4.833,28 9.587,15 15.240,09
Nome breve Auxologico Aviano Bietti Burlo Garofalo Carlo Besta Casa sollievo della sofferenza Crob De Bellis Don Gnocchi Fatebenefratelli Galeazzi Gaslini Humanitas Iov Ieo Inrca Ist Genova Istituto dermopatico Immacolato Istituto tumori Milano Maggiore Maugeri Medea Mondino Monzino Multimedica Neurolesi Neuromed Oasi Maria S.S. Oncologico di Bari Ospedale Bambino Gesù Pascale Regina Elena Rizzoli San Donato San Gallicano San Matteo San Raffaele Monte Tabor San Raffaele Pisana Santa Lucia San Camillo Sdn Spallanzani Stella Maris
CASSAZIONE
Responsabilità penale per le società miste
21-27 settembre 2010
PRIMO PIANO
I fondi negli ultimi tre anni (ricerca corrente)
Istituti Auxologico Aviano Bietti Burlo Garofalo Carlo Besta Casa sol. soffer.za Crob De Bellis Don Gnocchi Fatebenefratelli Galeazzi Gaslini Humanitas Iov Ieo Inrca Ist Genova Idi Ist. tumori Milano Maggiore Maugeri Medea Mondino Monzino Multimedica Neurolesi Neuromed OasI Maria S.S. Oncologico di Bari Osp. B. Gesù Pascale Regina Elena Rizzoli San Donato San Gallicano San Matteo S. Raf. M. Tabor S. Raffaele Pisana Santa Lucia S. Camillo Sdn Spallanzani Stella maris Totale
3
sanitaria. Introducendo criteri per premiare il merito. A cominciare dal bando per i giovani cervelli (quasi 30 milioni) fino all’ultimo maxi-bando da 101 milioni del 2009 dove tutti, a cominciare da-
gli Irccs, hanno gareggiato per conquistare i fondi. Con una garanzia in più di trasparenza e affidabilità nelle valutazioni. I giudizi sui progetti sono stati appaltati ai mitici «National institutes of
health» americano. Una strada, pazione delle imprese e le collaboquesta, che il ministero non inten- razioni con i cervelli fuggiti alde più mollare. Come dimostra il l’estero. nuovo bando 2010 che vedrà la Marzio Bartoloni luce entro ottobre e che, tra le novità, prevede anche la parteci© RIPRODUZIONE RISERVATA
Rc 2009 Rc 2008 Rc 2007 3.949.289 5.574.276 4.645.230 4.594.068 5.950.033 6.242.439 1.187.800 1.297.368 1.081.140 2.888.862 3.771.120 3.142.600 5.675.364 7.000.970 6.340.970 3.237.332 4.082.674 4.504.688 414.521 589.947 0 991.598 1.436.999 1.585.537 1.697.828 2.404.860 2.004.050 1.921.593 2.072.075 2.286.260 1.339.284 1.339.284 1.116.070 5.566.585 7.291.404 7.649.730 1.667.916 1.667.916 1.389.930 2.387.916 2.387.916 1.989.930 7.822.053 10.127.736 8.439.780 2.409.729 3.146.042 3.471.239 7.851.913 11.285.205 12.451.725 2.613.189 3.479.601 3.839.278 9.648.061 12.595.356 13.897.303 8.664.970 10.930.003 10.660.003 6.836.913 7.978.501 6.648.750 1.747.254 2.256.840 1.880.700 3.083.825 3.994.660 3.183.050 2.241.745 3.071.736 2.559.780 1.300.904 1.538.856 1.282.380 622.369 622.369 518.641 3.481.974 4.594.284 3.703.570 1.410.841 1.883.326 2.078.000 1.304.268 1.685.436 1.404.530 5.122.087 6.263.724 5.219.770 3.099.924 3.993.140 4.405.900 4.355.235 5.701.775 6.291.151 6.451.093 8.485.265 7.713.877 1.691.898 1.896.720 1.580.600 1.374.804 1.977.130 2.181.500 8.639.900 11.130.322 12.280.832 18.222.211 19.206.275 17.460.250 1.595.916 1.595.916 1.329.930 6.297.041 6.803.720 5.465.600 664.221 914.376 761.980 532.627 532.627 443.856 2.640.669 3.572.172 2.976.810 1.550.406 2.116.848 1.764.040 160.797.992 200.246.800 189.873.400
PARLA IL DIRETTORE GENERALE DEL MINISTERO DELLA SALUTE
I RISULTATI DEL PRIMO BANDO INNOVATIVO
chi «Premiando i migliori cresce tutto il sistema» Giovani cervelli, fondi afannoli ilmerita: così Milano e Genova pieno
a cura per gli Irccs? «Premiare il merito, più competizione e convincere gli Istituti a fare squadra con chi fa ricerca sul proprio territorio». Massimo Casciello, da anni al timone della Direzione generale per la ricerca del ministero della Salute, non ha dubbi. Di fronte a un’Italia della provetta sanitaria quantomeno spezzata in due c’è bisogno di uno scossone. E lo scossone si chiama soprattutto «merito». Che è stato iniettato in forti dosi già nell’ultimo bando 2009 per la ricerca finalizzata che ha messo 100 milioni in palio “appaltando” la valutazione ai famigerati «National institutes of health». Le prove generali del nuovo sistema di valutazione all’insegna del “vinca il migliore” erano in realtà cominciate con i fondi ai giovani ricercatori under 40 (si veda articolo a fianco) nel 2008. Ma ora il ministero non si vuole fermare più. Dopo aver spostato 40 milioni dalla ricerca corrente a quella a bando l’intenzione è quella di andare avanti su questa strada. Come? Per esempio nella ripartizione 2009 dei fondi di ricerca corrente agli Irccs sono stati introdotti criteri più stringenti di merito, non solo si è cercato di far pesare di più la produttività scientifica, ma si è puntato a premiare con più fondi anche la maggiore capacità assistenziale ai pazienti. Che criteri avete impiegato? Sulla ricerca abbiamo preso in considerazione la produttività, la capacità di attrarre risorse e la trasferibilità. Per l’assistenza, invece, utilizzando i dati elaborati dalla Scuola superiore S. Anna per tutto il Ssn, abbiamo potuto valutare la qualità delle prestazioni se erano sopra o sotto lo standard nazionale. Ma in questo modo non si penalizzano troppo alcuni Irccs tagliandogli
L
Massimo Casciello, Dg ricerca del ministero
eccessivamente i fondi? Non abbiamo tagliato un euro. Abbiamo solo ricollocato parte delle risorse mettendole a bando e quindi premiando i progetti migliori, mentre le altre risorse sono state distribuite con un occhio di maggiore riguardo per i risultati sia scientifici che assistenziali. Qual è l’obiettivo? Diciamo che puntiamo a garantire le risorse essenziali per far funzionare gli Istituti, poi il resto se lo devono guadagnare con le loro capacità. Magari assumendo solo i ricercatori più bravi e non anche quelli “raccomandati” per avere risultati migliori. Ma è giusto mantenere in vita Irccs che fanno poca ricerca? Gli Irccs sono un po’ lo specchio del Paese. È ovvio che al Sud hanno più difficoltà. Anche se anche lì ci sono eccezioni molto importanti. Possono però rappresentare un utile motore di sviluppo se si lavora bene. Per esempio collaborando con gli altri centri di ricer-
ca della Regione. E al Nord, soprattutto in Lombardia, non ce ne sono troppi? Anche in questo caso il numero di Irccs rappresenta un po’ lo stato di salute della ricerca e dell’innovazione in Italia. Paradossalmente potrei dire che altre strutture lombarde si meriterebbero la qualifica di Irccs. Quali sono le tre mosse per far crescere un Irccs? Innanzitutto rendersi competitivi, altrimenti è inutile partecipare ai bandi. Poi non bisogna essere delle isole nel deserto, bisogna cioè fare rete. E infine bisogna avere una massa critica sufficiente per fare ricerca d’alto livello. Non possono bastare certo 3-4 ricercatori per fare un buon Irccs. Il ministero come pensa di vigilare sulla qualità degli Istituti? Siamo partiti da tempo con rigorosi controlli sul posto, le cosiddette “site visit”, per verificare il rispetto dei requisiti scientifici e assistenziali dei centri. E se questi criteri non vengono rispettati? Si assicura un anno di tempo per rimettersi in pista. Passato questo periodo si torna comunque a verificare il lavoro fatto. Cosa succede se non si è ancora in regola? Si procede a una sorta di “commissariamento” attraverso la sospensione della qualifica di Irccs e dei soldi per la ricerca. C’è qualcuno che già rischia? Nomi non posso certo farli. Certo è che non mancano strutture in ritardo. Ma sono tutti avvertiti. Da ora in poi bisognerà meritarselo il titolo di Irccs. Mar.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
l bando 2008 per ricercatori under 40, lanciato giustamente in pompa magna visto che si tratta di un esperimento rivoluzionario per l’Italia perché introduce criteri di trasparenza e merito nelle valutazioni dei progetti, ha assegnato i fondi a 57 giovani cervelli. Mettendo in fila i dati dei progetti approvati sui 997 arrivati - valutati tutti con il metodo del peer review e grazie ai “referee” indipendenti scelti dai «National institutes of health» si scopre che a vincere sono giovani promettenti. Ma quasi tutti, guarda caso, impegnati nei laboratori di Irccs e centri di ricerca biomedica del Nord (in particolare Milano, con il solito San Raffaele piglia-tutto, e Genova). Secondo le elaborazioni realizzate dalla “scienza in rete” (www.scienzainrete.it) 36 dei 57 progetti finanziati provengono da Lombardia, Liguria , Piemonte, Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna. «Qui la Lombardia ha vinto alla grande - scrive la scienza in rete -, con 22 progetti finanziati. Il Centro Italia ha avuto 15 successi (11 nel Lazio), il Sud e le Isole 6 (2 ciascuno Sicilia e Puglia)». Chi si è aggiudicato più progetti
Ente San Raffaele di Milano Ieo di Milano Humanitas di Milano San Raffaele Pisana di Roma Maggiore di Milano Gaslini di Genova Università di Genova Ist. ricerca sul cancro Genova Università Torino Università di Padova Altri Totale Fonte: lascienzainrete.it Presentati 40 10 10 11 26 12 6 7 36 12 280 450 Finanziati 8 4 3 3 2 2 2 2 2 2 31 57
I
I progetti per area geografica
Macroregione Nord Centro Sud e isole Fonte: lascienzainrete.it Presentati 414 278 176 Finanziati 36 15 6
4
21-27 settembre 2010
Il Sole 24 Ore
Autore: 
Marzio Bartoloni
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AllegatoDimensione
Sole_Sanit___2010_09_21-27_Pochi_Irc_cs_fanno_vera_ricerca_Bartoloni.pdf1.48 MB
27 settembre, 2010 da Giuliano Buzzetti


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