Lettera al Ministro Gelmini in merito al nuovo statuto del CNR
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Consiglio Scientifico Generale
Onorevole Ministro Mariastella Gelmini MIUR P.le Kennedy, 20 ROMA
Onorevole Signor Ministro, Le scriviamo in qualità di componenti del Consiglio Scientifico Generale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, designati da diverse Istituzioni della Società Civile e della Comunità Scientifica. La ricerca pubblica, e in essa il CNR come maggiore Ente pubblico di ricerca Italiano, svolge un ruolo strategico per lo sviluppo culturale, economico e sociale del Paese. L’obiettivo di qualunque regola che disciplini gli Enti di ricerca deve pertanto primariamente garantire il valore autonomo delle attività di ricerca, la massima ricaduta sociale dei suoi risultati, il ruolo di indirizzo basato sulla competenza e sul merito. Già le prime osservazioni del MIUR allo Statuto promulgato dal CdA il 9 Agosto 2010 vennero considerate dal CSG lesive dell’autonomia dell’Ente, in quanto orientate a garantire in via prioritaria al Governo lo stretto controllo sulle attività di ricerca e a subordinarne l’autonomia attraverso una mera gestione amministrativa, mortificando le capacità immaginative dell’Ente e compromettendone le potenzialità creative. Abbiamo esaminato con cura le proposte di emendamento dello Statuto del CNR presentate al CdA del 15 Dicembre u.s., e consideriamo nostro dovere esprimerLe la nostra viva preoccupazione. La figura e il ruolo del Presidente vengono sostanzialmente svuotati a vantaggio del ruolo del Direttore Generale, al quale viene attribuito, attraverso i poteri di spesa e di acquisizione dell’entrate degli Istituti, il sostanziale potere di controllo e gestione del governo non solo amministrativo ma anche strategico-scientifico dell’Ente. Per di più la nomina, in prima istanza, del Direttore Generale da parte del MIUR introduce una novità nell’universo della ricerca pubblica italiana che desta perplessità e seri dubbi sulla validità giuridica della disposizione stessa. L’applicazione al solo CNR di questa misura introduce un precedente che discrimina sostanzialmente il CNR nei confronti degli Enti Pubblici di Ricerca, sia nazionali sia comunitari. Questa scelta lede gravemente l’autonomia dell’Ente in quanto gli artt. 9 e 33 della Costituzione sanciscono che gli Enti e le Istituzioni pubbliche nazionali di ricerca a carattere non strumentale debbano avere autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile e si diano ordinamenti autonomi, nel rispetto delle loro finalità istituzionali, con propri regolamenti. Evidenziamo che in una prospettiva di globalizzazione anche giuridica della ricerca, l’applicazione e l’interpretazione delle norme di settore devono essere svolte in modo costituzionalmente orientato al rispetto dei principi generali dell’ordinamento internazionale e comunitario, in coerenza con i principi della Carta europea dei ricercatori, allegata alla raccomandazione della Commissione europea 11 marzo 2005 n. 251, nell’ottica propria di un ordinamento multilivello.
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Intendiamo, pertanto, sottolineare il pericolo che il CNR, finora indipendente e autonomo per un diritto riconosciuto dalla Costituzione, unico e solo Ente italiano d’importante reputazione internazionale, in grado di figurare al 12° posto nella classifica dei primi cinquanta Enti pubblici e privati e Istituzioni di ricerca europei, stilata dalla Commissione Europea nel contesto del VII Programma Quadro, venga trasformato in una struttura non più competitiva. Il CSG ribadisce la sua preoccupazione, anche per il futuro del Paese, ritenendo che l’indebolimento del CNR possa, in una fase di contenuta crescita economica, costituire un grave errore politico e strategico, suscettibile di minare la credibilità del nostro sistema ricerca e privare il Paese d’importanti risorse. Contiamo sulla Sua sensibilità e richiamiamo la Sua attenzione per evitare una involuzione strutturale e scientifica di un Ente che ha chiaramente dimostrato le sue capacità di ben competere a livello internazionale per idee e meriti a tutti i livelli. Voglia gradire i nostri migliori saluti.
Roma, 10 gennaio 2011 Angelo Airaghi, Ezio Andreta, Antonia Bertolino, Ubaldo Carretta, Romano Cipollini, Eduardo Consiglio, Danilo Corradini, Michel Gras, Luigi Labruna, Francesco Lenci, Eugenio Picozza, Riccardo Pietrabissa, Alberto Sangiovanni Vincentelli, Angelo Viotti, Francesca Zannotti
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Consiglio Scientifico Generale
Onorevole Ministro Mariastella Gelmini MIUR P.le Kennedy, 20 ROMA
Onorevole Signor Ministro, Le scriviamo in qualità di componenti del Consiglio Scientifico Generale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, designati da diverse Istituzioni della Società Civile e della Comunità Scientifica. La ricerca pubblica, e in essa il CNR come maggiore Ente pubblico di ricerca Italiano, svolge un ruolo strategico per lo sviluppo culturale, economico e sociale del Paese. L’obiettivo di qualunque regola che disciplini gli Enti di ricerca deve pertanto primariamente garantire il valore autonomo delle attività di ricerca, la massima ricaduta sociale dei suoi risultati, il ruolo di indirizzo basato sulla competenza e sul merito. Già le prime osservazioni del MIUR allo Statuto promulgato dal CdA il 9 Agosto 2010 vennero considerate dal CSG lesive dell’autonomia dell’Ente, in quanto orientate a garantire in via prioritaria al Governo lo stretto controllo sulle attività di ricerca e a subordinarne l’autonomia attraverso una mera gestione amministrativa, mortificando le capacità immaginative dell’Ente e compromettendone le potenzialità creative. Abbiamo esaminato con cura le proposte di emendamento dello Statuto del CNR presentate al CdA del 15 Dicembre u.s., e consideriamo nostro dovere esprimerLe la nostra viva preoccupazione. La figura e il ruolo del Presidente vengono sostanzialmente svuotati a vantaggio del ruolo del Direttore Generale, al quale viene attribuito, attraverso i poteri di spesa e di acquisizione dell’entrate degli Istituti, il sostanziale potere di controllo e gestione del governo non solo amministrativo ma anche strategico-scientifico dell’Ente. Per di più la nomina, in prima istanza, del Direttore Generale da parte del MIUR introduce una novità nell’universo della ricerca pubblica italiana che desta perplessità e seri dubbi sulla validità giuridica della disposizione stessa. L’applicazione al solo CNR di questa misura introduce un precedente che discrimina sostanzialmente il CNR nei confronti degli Enti Pubblici di Ricerca, sia nazionali sia comunitari. Questa scelta lede gravemente l’autonomia dell’Ente in quanto gli artt. 9 e 33 della Costituzione sanciscono che gli Enti e le Istituzioni pubbliche nazionali di ricerca a carattere non strumentale debbano avere autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile e si diano ordinamenti autonomi, nel rispetto delle loro finalità istituzionali, con propri regolamenti. Evidenziamo che in una prospettiva di globalizzazione anche giuridica della ricerca, l’applicazione e l’interpretazione delle norme di settore devono essere svolte in modo costituzionalmente orientato al rispetto dei principi generali dell’ordinamento internazionale e comunitario, in coerenza con i principi della Carta europea dei ricercatori, allegata alla raccomandazione della Commissione europea 11 marzo 2005 n. 251, nell’ottica propria di un ordinamento multilivello.
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Intendiamo, pertanto, sottolineare il pericolo che il CNR, finora indipendente e autonomo per un diritto riconosciuto dalla Costituzione, unico e solo Ente italiano d’importante reputazione internazionale, in grado di figurare al 12° posto nella classifica dei primi cinquanta Enti pubblici e privati e Istituzioni di ricerca europei, stilata dalla Commissione Europea nel contesto del VII Programma Quadro, venga trasformato in una struttura non più competitiva. Il CSG ribadisce la sua preoccupazione, anche per il futuro del Paese, ritenendo che l’indebolimento del CNR possa, in una fase di contenuta crescita economica, costituire un grave errore politico e strategico, suscettibile di minare la credibilità del nostro sistema ricerca e privare il Paese d’importanti risorse. Contiamo sulla Sua sensibilità e richiamiamo la Sua attenzione per evitare una involuzione strutturale e scientifica di un Ente che ha chiaramente dimostrato le sue capacità di ben competere a livello internazionale per idee e meriti a tutti i livelli. Voglia gradire i nostri migliori saluti.
Roma, 10 gennaio 2011 Angelo Airaghi, Ezio Andreta, Antonia Bertolino, Ubaldo Carretta, Romano Cipollini, Eduardo Consiglio, Danilo Corradini, Michel Gras, Luigi Labruna, Francesco Lenci, Eugenio Picozza, Riccardo Pietrabissa, Alberto Sangiovanni Vincentelli, Angelo Viotti, Francesca Zannotti
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Consiglio Scientifico Generale del CNR
Autore:
Consiglio Scientifico Generale del CNR | Allegato | Dimensione |
|---|---|
| CSG_LetteraMinistroGelmini.pdf | 54.64 KB |
10 gennaio, 2011



















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