Brain-storming sui meccanismi di governance della Ricerca in Italia - Intervento di Silvio Garattini
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Intervento di Silvio Garattini, in occasione del “Brain-storming sui meccanismi di governance della Ricerca in Italia”
Intervento di Silvio Garattini
in occasione del
“Brain-storming sui meccanismi di governance della Ricerca in Italia”
Milano, 10 settembre 2010 Corriere della Sera – Aula Montanelli
L’AGENZIA ITALIANA PER LA RICERCA SCIENTIFICA
La ricerca scientifica italiana appare largamente insufficiente qualunque sia il parametro che si voglia considerare particolarmente quando venga normalizzato in rapporto alla popolazione o al prodotto interno lordo. La tanto auspicata rinascita della ricerca italiana non richiederà solo risorse economiche ed infrastrutture, ma richiederà soprattutto una “normalità” per quanto riguarda il sistema gestionale, intendendo per “normalità” quanto viene realizzato nei Paesi europei che sono all’avanguardia. La proposta formulata già da tempo dal Gruppo 2003 viene oggi riproposta nella speranza di trovare consensi, contributi e suggerimenti per realizzare una piattaforma propositiva a cui sensibilizzare il Governo. La proposta si basa essenzialmente sulla necessità di dissociare la politica della ricerca dalla gestione. In altre parole spetta al Governo ed al Parlamento decidere l’entità del supporto economico alla ricerca, indicare le priorità, allocare le risorse ai singoli settori di ricerca, esercitare i necessari controlli. Spetta invece al mondo della ricerca organizzare le modalità con cui raggiungere le finalità indicate dal Governo. Questa dissociazione si può ottenere attraverso la realizzazione dell’Agenzia Italiana per la Ricerca Scientifica (AIRS). Si tratta di una organizzazione agile e funzionale che non richiede nuovo personale perché si potrebbero “comandare” ricercatori appartenenti a strutture pubbliche come pure funzionari
amministrativi a far parte dell’Agenzia.
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Non si tratta quindi di costruire un nuovo “carrozzone”, ma di utilizzare risorse già disponibili. Si potrebbe iniziare in modo sperimentale in una Regione o in una determinata area ad esempio “ambiente” o “salute” per costituire poi una reale Agenzia basata su dipartimenti. Non è il caso di definire un organigramma, quanto di stabilire quali debbano essere i compiti fondamentali dell’AIRS. Anzitutto rappresentare un punto di raccolta delle risorse per la ricerca, oggi molto scarse, ma comunque frammentate in cento rivoli perché molti Ministeri dispongono di fondi per la ricerca di cui si hanno in generale poche informazioni sulle modalità di utilizzazione e sui criteri con cui vengono assegnati. Una volta ricevuto l’input dal governo, l’AIRS dovrebbe stabilire come rispondere alle richieste, realizzando di norma bandi pubblici di ricerca aperti a tutti coloro che ne hanno titolo senza le discriminazioni esistenti oggi. Tutte le strutture di ricerca pubbliche e private non-profit dovrebbero poter accedere ai bandi che dovrebbero ragionevolmente essere rivolti a ricerche a lungo termine (cosiddette di “base”) e a ricerche a medio termine già orientate a finalità organizzative. Parallelamente si dovrebbero finanziare ricerche in cui sia invece predominante l’interesse industriale. Si dovrebbero garantire aspetti oggi ancora da sogno in Italia e cioè la certezza delle date sia per i bandi che per i finanziamenti in modo che sia possibile realizzare una ragionevole programmazione da parte degli enti pubblici, privati no-profit e industriali. Il problema della valutazione del merito delle proposte richiede particolare attenzione. Nonostante alcune sue debolezze il criterio della peer review ed il metodo delle study session rimangono ancora lo standard a cui far riferimento, irrobustendoli con una severa politica di gestione dei conflitti di interesse. Infine un altro aspetto importante riguarda il controllo che deve essere efficace, ma realistico tenendo conto della imprevedibilità dell’andamento di una ricerca. Il controllo potrà essere tanto più severo quanto più i finanziamenti non rappresentino un piccolo contributo alla ricerca, ma una reale presa in carico dei costi della ricerca. Il compito dell’AIRS non dovrebbe limitarsi alla gestione dei bandi di concorso, ma essere il propulsore di almeno due altri capitoli fondamentali per la ricerca italiana. I giovani devono
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richiedere un’attenzione particolare: c’è bisogno di reclutare i migliori, di garantire loro una carriera, di fare in modo che, a tempo opportuno, possano gestire direttamente i loro progetti di ricerca. Si devono poter reclutare giovani stranieri aiutando le istituzioni ad essere attrattive attraverso la realizzazione di infrastrutture adeguate. Un’altra attività dell’AIRS deve riguardare la dimensione internazionale della ricerca che oggi non può più essere lasciata al caso oppure alle iniziative personali. In particolare è indispensabile la presenza della ricerca italiana a livello europeo dove si stanno perdendo risorse a causa, oltre che per la “miseria” dei finanziamenti nazionali, per la mancanza di politica unitaria ed autorevole che sappia valorizzare le aree “forti” della ricerca italiana. Questa in sintesi è la proposta di un’Agenzia Italiana per la Ricerca Scientifica. Non si tratta di scoprire nulla di nuovo, né di pensare a qualcosa di originale e tanto meno rivoluzionario. Si tratta di realizzare in Italia ciò che è normale in altri Paesi. Senza una ristrutturazione della gestione della ricerca scientifica, si corre il rischio di impoverimento culturale ed economico.
Silvio Garattini
Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Componente Consiglio Direttivo Gruppo 2003
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in occasione del
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Milano, 10 settembre 2010 Corriere della Sera – Aula Montanelli
L’AGENZIA ITALIANA PER LA RICERCA SCIENTIFICA
La ricerca scientifica italiana appare largamente insufficiente qualunque sia il parametro che si voglia considerare particolarmente quando venga normalizzato in rapporto alla popolazione o al prodotto interno lordo. La tanto auspicata rinascita della ricerca italiana non richiederà solo risorse economiche ed infrastrutture, ma richiederà soprattutto una “normalità” per quanto riguarda il sistema gestionale, intendendo per “normalità” quanto viene realizzato nei Paesi europei che sono all’avanguardia. La proposta formulata già da tempo dal Gruppo 2003 viene oggi riproposta nella speranza di trovare consensi, contributi e suggerimenti per realizzare una piattaforma propositiva a cui sensibilizzare il Governo. La proposta si basa essenzialmente sulla necessità di dissociare la politica della ricerca dalla gestione. In altre parole spetta al Governo ed al Parlamento decidere l’entità del supporto economico alla ricerca, indicare le priorità, allocare le risorse ai singoli settori di ricerca, esercitare i necessari controlli. Spetta invece al mondo della ricerca organizzare le modalità con cui raggiungere le finalità indicate dal Governo. Questa dissociazione si può ottenere attraverso la realizzazione dell’Agenzia Italiana per la Ricerca Scientifica (AIRS). Si tratta di una organizzazione agile e funzionale che non richiede nuovo personale perché si potrebbero “comandare” ricercatori appartenenti a strutture pubbliche come pure funzionari
amministrativi a far parte dell’Agenzia.
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Intervento di Silvio Garattini, in occasione del “Brain-storming sui meccanismi di governance della Ricerca in Italia”
Non si tratta quindi di costruire un nuovo “carrozzone”, ma di utilizzare risorse già disponibili. Si potrebbe iniziare in modo sperimentale in una Regione o in una determinata area ad esempio “ambiente” o “salute” per costituire poi una reale Agenzia basata su dipartimenti. Non è il caso di definire un organigramma, quanto di stabilire quali debbano essere i compiti fondamentali dell’AIRS. Anzitutto rappresentare un punto di raccolta delle risorse per la ricerca, oggi molto scarse, ma comunque frammentate in cento rivoli perché molti Ministeri dispongono di fondi per la ricerca di cui si hanno in generale poche informazioni sulle modalità di utilizzazione e sui criteri con cui vengono assegnati. Una volta ricevuto l’input dal governo, l’AIRS dovrebbe stabilire come rispondere alle richieste, realizzando di norma bandi pubblici di ricerca aperti a tutti coloro che ne hanno titolo senza le discriminazioni esistenti oggi. Tutte le strutture di ricerca pubbliche e private non-profit dovrebbero poter accedere ai bandi che dovrebbero ragionevolmente essere rivolti a ricerche a lungo termine (cosiddette di “base”) e a ricerche a medio termine già orientate a finalità organizzative. Parallelamente si dovrebbero finanziare ricerche in cui sia invece predominante l’interesse industriale. Si dovrebbero garantire aspetti oggi ancora da sogno in Italia e cioè la certezza delle date sia per i bandi che per i finanziamenti in modo che sia possibile realizzare una ragionevole programmazione da parte degli enti pubblici, privati no-profit e industriali. Il problema della valutazione del merito delle proposte richiede particolare attenzione. Nonostante alcune sue debolezze il criterio della peer review ed il metodo delle study session rimangono ancora lo standard a cui far riferimento, irrobustendoli con una severa politica di gestione dei conflitti di interesse. Infine un altro aspetto importante riguarda il controllo che deve essere efficace, ma realistico tenendo conto della imprevedibilità dell’andamento di una ricerca. Il controllo potrà essere tanto più severo quanto più i finanziamenti non rappresentino un piccolo contributo alla ricerca, ma una reale presa in carico dei costi della ricerca. Il compito dell’AIRS non dovrebbe limitarsi alla gestione dei bandi di concorso, ma essere il propulsore di almeno due altri capitoli fondamentali per la ricerca italiana. I giovani devono
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richiedere un’attenzione particolare: c’è bisogno di reclutare i migliori, di garantire loro una carriera, di fare in modo che, a tempo opportuno, possano gestire direttamente i loro progetti di ricerca. Si devono poter reclutare giovani stranieri aiutando le istituzioni ad essere attrattive attraverso la realizzazione di infrastrutture adeguate. Un’altra attività dell’AIRS deve riguardare la dimensione internazionale della ricerca che oggi non può più essere lasciata al caso oppure alle iniziative personali. In particolare è indispensabile la presenza della ricerca italiana a livello europeo dove si stanno perdendo risorse a causa, oltre che per la “miseria” dei finanziamenti nazionali, per la mancanza di politica unitaria ed autorevole che sappia valorizzare le aree “forti” della ricerca italiana. Questa in sintesi è la proposta di un’Agenzia Italiana per la Ricerca Scientifica. Non si tratta di scoprire nulla di nuovo, né di pensare a qualcosa di originale e tanto meno rivoluzionario. Si tratta di realizzare in Italia ciò che è normale in altri Paesi. Senza una ristrutturazione della gestione della ricerca scientifica, si corre il rischio di impoverimento culturale ed economico.
Silvio Garattini
Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Componente Consiglio Direttivo Gruppo 2003
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Gruppo 2003
Autore:
Silvio Garattini | Allegato | Dimensione |
|---|---|
| Intervento_Garattini__final_.pdf | 115.37 KB |
17 settembre, 2010



















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