Nerviano Medical Sciences e 5 mila firme per salvare la ricerca
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IL CASO DEL GIORNO
Nerviano Medical Sciences e 5 mila firme per salvare la ricerca
La battaglia dei 650 ricercatori penalizzati da una gestione che invece di puntare sui nuovi farmaci anticancro sembrava interessata ad altro
Caro Schiavi, ho firmato anch’io l’appello lanciato dal «Corriere» (e raccolto dal sito www.lascienzainrete.it) per il Centro di Nerviano, con il quale il mio Dipartimento di Chimica organica dell’Università degli Studi di Milano ha avuto occasione di collaborare intensamente negli anni: il Nerviano Medical Sciences è di assoluto livello internazionale nella ricerca chimica organica e farmaceutica in campo oncologico. Per dimensioni e competenze è un centro di eccellenza unico in Italia, con standard europei e mondiali. Quando Pfizer lo ha dismesso nel 2004, il Centro è passato all'attuale proprietà, la Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione, senza che sia stato possibile capire le finalità industriali di questa acquisizione né con quali titoli di competenza una congregazione religiosa si sia posta alla testa di una simile impresa. Il Paese assiste sgomento al collasso di questo centro di ricerca che ha generato la tanto auspicata innovazione, come dimostrano i numerosi brevetti e i prodotti attualmente in sperimentazione clinica avanzata per la cura dei tumori. Il Nerviano Medical Sciences va salvato, se necessario con l'intervento delle istituzioni pubbliche, e va trovato un nuovo assetto della proprietà che garantisca stabilita, risorse e chiare finalità industriali, per competere nel difficile mercato della ricerca farmaceutica innovativa. Cesare Gennari Caro Gennari, non si può ancora dire ad alta voce, ma da alcuni giorni le speranze di evitare il fallimento del centro di Nerviano sono più concrete. C’è la mobilitazione della comunità scientifica, c’è l’impegno del presidente della Regione Formigoni, c’è l’attenzione delle banche creditrici: si profila la nascita di una nuova società nella quale far confluire il capitale necessario per uscire dalla crisi, in attesa dell’ingresso di nuovi soci privati. Noi ringraziamo chi ha voluto far sentire la propria voce per difendere questo centro di prestigio quando la sua chiusura sembrava imminente. Con 5 mila firme raccolte in pochi giorni il Corriere e lascienzainrete.it si sono uniti alla battaglia dei 650 ricercatori penalizzati da una gestione che invece di puntare sui nuovi farmaci anticancro sembrava interessata ad altro. Il valore dei progetti, soprattutto quello più avanzato, Aurora, inibitore di una proteina che favorisce la proliferazione delle cellule tumorali, è una garanzia anche per le banche creditrici: può salvare vite (ci sono già 500 pazienti trattati) e portare nuove risorse. Credere nella buona ricerca è un dovere per il futuro, per chi vedrà i risultati del lavoro fatto oggi. Dopo 5 mila firme, ci piace far sapere ai ricercatori di Nerviano che non sono soli. Giangiacomo Schiavi Corriere della Sera 21 aprile 2009
IL CASO DEL GIORNO
Nerviano Medical Sciences e 5 mila firme per salvare la ricerca
La battaglia dei 650 ricercatori penalizzati da una gestione che invece di puntare sui nuovi farmaci anticancro sembrava interessata ad altro
Caro Schiavi, ho firmato anch’io l’appello lanciato dal «Corriere» (e raccolto dal sito www.lascienzainrete.it) per il Centro di Nerviano, con il quale il mio Dipartimento di Chimica organica dell’Università degli Studi di Milano ha avuto occasione di collaborare intensamente negli anni: il Nerviano Medical Sciences è di assoluto livello internazionale nella ricerca chimica organica e farmaceutica in campo oncologico. Per dimensioni e competenze è un centro di eccellenza unico in Italia, con standard europei e mondiali. Quando Pfizer lo ha dismesso nel 2004, il Centro è passato all'attuale proprietà, la Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione, senza che sia stato possibile capire le finalità industriali di questa acquisizione né con quali titoli di competenza una congregazione religiosa si sia posta alla testa di una simile impresa. Il Paese assiste sgomento al collasso di questo centro di ricerca che ha generato la tanto auspicata innovazione, come dimostrano i numerosi brevetti e i prodotti attualmente in sperimentazione clinica avanzata per la cura dei tumori. Il Nerviano Medical Sciences va salvato, se necessario con l'intervento delle istituzioni pubbliche, e va trovato un nuovo assetto della proprietà che garantisca stabilita, risorse e chiare finalità industriali, per competere nel difficile mercato della ricerca farmaceutica innovativa. Cesare Gennari Caro Gennari, non si può ancora dire ad alta voce, ma da alcuni giorni le speranze di evitare il fallimento del centro di Nerviano sono più concrete. C’è la mobilitazione della comunità scientifica, c’è l’impegno del presidente della Regione Formigoni, c’è l’attenzione delle banche creditrici: si profila la nascita di una nuova società nella quale far confluire il capitale necessario per uscire dalla crisi, in attesa dell’ingresso di nuovi soci privati. Noi ringraziamo chi ha voluto far sentire la propria voce per difendere questo centro di prestigio quando la sua chiusura sembrava imminente. Con 5 mila firme raccolte in pochi giorni il Corriere e lascienzainrete.it si sono uniti alla battaglia dei 650 ricercatori penalizzati da una gestione che invece di puntare sui nuovi farmaci anticancro sembrava interessata ad altro. Il valore dei progetti, soprattutto quello più avanzato, Aurora, inibitore di una proteina che favorisce la proliferazione delle cellule tumorali, è una garanzia anche per le banche creditrici: può salvare vite (ci sono già 500 pazienti trattati) e portare nuove risorse. Credere nella buona ricerca è un dovere per il futuro, per chi vedrà i risultati del lavoro fatto oggi. Dopo 5 mila firme, ci piace far sapere ai ricercatori di Nerviano che non sono soli. Giangiacomo Schiavi Corriere della Sera 21 aprile 2009
Corriere della Sera
Autore:
Cesare Gennari, Giangiacomo Schiavi | Allegato | Dimensione |
|---|---|
| Corriere 2009 04 21_Schiavi.pdf | 61.97 KB |
21 aprile, 2009

















