fbpx UE: il pubblico ha diritto di conoscere l'impatto ambientale | Page 19 | Scienza in rete

UE: il pubblico ha diritto di conoscere l'impatto ambientale

Read time: 2 mins

La corte di giustizia dell’Unione Europea ha stabilito, con la sentenza del 15 gennaio 2013 nella Causa C-416/10, che deve essere garantito al pubblico un accesso e un aprtecipazione nelle decisioni sui temi di urbanistica ed edilizia in merito agli insediamenti di impianti con alti livelli di impatto ambientale.

La decisione arriva dopo aver valutato il ricorso con il quale i cittadini di Bratislava hanno chiesto ai giudici slovacchi e alla Corte suprema di cassazione della Repubblica slovacca di definire la portata del diritto del pubblico nella partecipazione alle procedure di autorizzazione di simili progetti. Secondo gli interessati, infatti, nella decisione di assenso urbanistico-edilizio per l’insidiamento di una discarica di rifiuti in una cava di terra nel 2006, è stata autorizzata la costruzione e gestione di questa discarica senza prima interrogare i cittadini sulla possibilità di pubblicare le informazioni necessarie.
Secondo la convenzione di Aarhus del 1998 e la direttiva 96/61/Ce sulla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (articolo 15) a cui la Corte ha fatto riferimento, durante le procedure per il rilascio delle autorizzazioni per una discarica, il pubblico interessato può prendere visione dei documenti disponibili fino a quando è possibile discutere di tutte le opzioni praticabili e le autorità nazionali competenti non hanno facoltà di impedire l'accesso a una decisione rilevante ai fini del rilascio dell'autorizzazione "adducendo la tutela della riservatezza delle informazioni commerciali o industriali prevista dal diritto nazionale o dell’Unione al fine di proteggere un legittimo interesse economico”.

Secondo la sentenza, inoltre, il pubblico di cittadini può fare richiesta al giudice competente o all'organo imparziale istitutito per legge di adottare misure provvisorie per sospendere, in modo temporaneo, l’applicazione di un’autorizzazione (ai sensi dell’articolo 4 della direttiva 96/61/Ce) in attesa di futura decisione definitiva.

 

Autori: 
Sezioni: 
Rifiuti

prossimo articolo

Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

fiala di vaccino contro COVID

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.

Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.

La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.