fbpx Il "tappeto magico" | Page 15 | Scienza in rete

Il "tappeto magico"

Primary tabs

Read time: 2 mins

Non potrà volare, come nella mitologia persiana e araba, ma il prototipo di tappeto creato da un gruppo di ricercatori della University of Manchester ha certamente qualcosa di magico. L'oggetto, presentato alla conferenza Photon 12, il noto meeting di ottica nel Regno Unito, è infatti in grado di rilevare quando qualcuno vi è caduto sopra o il passaggio di un estraneo o un intruso. Un sottile strato di fibre ottiche crea una mappa in due dimensioni, che viene distorta quando il tappeto viene calpestato. Alcuni sensori trasmettono le informazioni a un computer in grado di analizzare e modellizzare i singoli passi. Quando viene riscontrato un cambiamento, per esempio dovuto alla presenza di un corpo disteso e immobile in seguito a una caduta, scatta un allarme sonoro e viene inviato un avviso a chi potrebbe fornire assistenza. Attraverso il monitoraggio dei passi nel corso del tempo, il sistema può anche registrare il modo di camminare delle persone e individuare eventuali cambiamenti, tipici dell'insorgere di problemi di mobilità negli anziani. Il sistema è progettato per essere versatile e, utilizzando sensori differenti, potrebbe facilmente segnalare perdite chimiche o incendi. 

Le nostre case stanno diventando sempre più intelligenti, confortevoli e sicure. Molto presto potremo monitorare, misurare e analizzare in tempo reale tutto ciò che ci circonda, rendendo l'interazione uomo-macchina sempre più stringente. Il cosiddetto ubiquitous computing, permetterà di integrare l'elaborazione delle informazioni  interamente all'interno degli oggetti e delle attività di tutti i giorni. La domotica, la disciplina interdisciplinare che studia e applica le nuove tecnologie informatiche ed elettroniche con lo scopo di migliorare la qualità della vita negli ambienti antropizzati, ci permetterà di vivere più comodamente e in totale sicurezza, risparmiando il tempo per lo svolgimento delle mansioni più comuni e riducendo sensibilmente il consumo di energia.

Autori: 
Sezioni: 
Tecnologia

prossimo articolo

L’impatto di una colata detritica, istante per istante

colata detritica a san vito di cadore

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.

Un gruppo di ingegneri del Politecnico di Milano ha messo a punto un modello computazionale più maneggevole di quelli disponibili finora capace di descrivere il comportamento delle colate detritiche, quelle frane in cui i comportamenti tipici di un solido coesistono con quelli tipici di un fluido. Il modello potrebbe essere usato per valutare l'impatto delle colate detritiche su strutture e infrastrutture esistenti e per progettare in modo più appropriato barriere per ridurre i loro effetti.