fbpx Sulle staminali il cerchio si stringe | Page 3 | Scienza in rete

Sulle staminali il cerchio si stringe

Read time: 1 min

Nella ricerca oncologica sono le star del momento: gli occhi di tutti sono ormai puntati sulle staminali, ritenute ormai in gran parte responsabili della proliferazione delle masse tumorali. Un gruppo del Laboratorio di oncologia molecolare del Dipartimento di scienze biomolecolari dell’Università degli studi di Milano, in collaborazione con il Biomedical Research Institute di Boston, negli Stati Uniti, ha scoperto, grazie alla presenza di un medesimo marcatore di proliferazione asimmetrica delle cellule chiamato CXCR6, che le staminali tumorali del melanoma derivano da quelle normalmente presenti nei tessuti . Quando poi questo marcatore è presente contemporaneamente a un altro, capace di offrire resistenza ai farmaci, la prognosi peggiora. «Ma la dimostrazione, anche nelle sottopopolazioni più aggressive, di marcatori immunologici abitualmente utilizzati contro il melanoma, suggerisce che approcci terapeutici che prevedano come marcatori questi target, potrebbero essere efficaci anche su queste cellule» suggerisce Caterina La Porta, dell’Università di Milano, che ha coordinato il lavoro pubblicato su PLoS One.

PLoS ONE 5(12): e15183. doi: 10.1371/journal.pone.0015183, 2010

 

Autori: 
Sezioni: 
Melanoma

prossimo articolo

La scuola non si misura con le percentuali: servono insegnanti, strumenti e sostegno

Classe mista

La quota del 30 per cento può essere uno strumento di programmazione, ma non può diventare la risposta politica ai problemi della scuola. Prima dei numeri vengono le persone, le risorse, la sicurezza degli edifici e il riconoscimento del lavoro di chi ogni giorno tiene aperte le aule.

Foto di Mario Heller su Unsplash
 

Il 24 settembre il governo Meloni ha approvato un decreto che fissa al 30 per cento il limite per alcune categorie di alunni con cittadinanza non italiana nelle classi prime, a partire dall’anno scolastico 2027/28. Evitare che le difficoltà linguistiche si concentrino tutte nella stessa aula è un obiettivo serio. Fare di una percentuale il centro della risposta all’integrazione, però, è una priorità sbagliata e una scelta politica comoda.