fbpx Stanchezza virale | Page 18 | Scienza in rete

Stanchezza virale

Primary tabs

Read time: 1 min

Dietro alla misteriosa sindrome dell'affaticamento cronico ci sarebbe un virus. Ma il condizionale è d'obbligo perché molti esperti hanno manifestato qualche perplessità anche di natura metodologica sulla scoperta di Judy Mikovits, del Whittemore Peterson Institute for Neuro-ImmuneDisease di Reno, in Nevada, secondo cui la malattia dipenderebbe da un retrovirus di origine murina, implicato anche in alcune forme aggressive di carcinoma della prostata. Perché il virus, chiamato XMRV, scateni negli uni il tumore e nell'altro l'ancora misteriosa malattia, sarebbe necessario un deficit enzimatico responsabile, a sua volta, di una scarsa efficienza delle cellule natural killer. Secondo la ricercatrice statunitense, infatti, il difetto genetico coperto nei malati di cancro alla prostata sarebbe stato trovato anche nei portatori della sindrome da affaticamento cronico: «In due terzi dei pazienti abbiamo inoltre isolato il medesimo virus, presente solo nel 4 per cento dei controlli».

Science pubblicato online l'8 ottobre 2009 doi: 10.1126/science.1179052

Autori: 
Sezioni: 
Patologia

prossimo articolo

Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.