fbpx La SLA corre a due velocità | Page 4 | Scienza in rete

La SLA corre a due velocità

Primary tabs

Read time: 2 mins

Identificati i meccanismi molecolari che determinano la velocità di progressione della sclerosi laterale amiotrofica in due modelli animali con la stessa mutazione genetica.
A illustrarli è una ricerca pubblicata sulla rivista Brain frutto dello sforzo congiunto del gruppo dell'istituto farmacologico Mario Negri di Milano guidato da Caterina Bendotti e del team di Pamela Shaw della University of Sheffiels'd Institute for Translational Neuroscience (SITraN).

I ricercatori hanno osservato due modelli murini della malattia. Entrambi i modelli presentavano una mutazione genetica a carico della superossido dismutasi 1 (SOD1). Le due forme però differiscono in termini di prospettive di vita, gravità e di velocità di progressione della malattia. Una progredisce rapidamente, l'altra lentamente offrendo una prospettiva di vita decisamente più lunga. Obiettivo dei ricercatori è stato quello di  identificare i meccanismi molecolari in grado di spiegare tali differenze pur in presenza della stessa mutazione genetica.
Gli studiosi hanno utilizzato una tecnica di laboratorio chiamata gene expression profiling per identificare i meccanismi molecolari che, all'interno dei motoneuroni, sono responsabili della suscettibilità e resistenza alla SLA al fine di fare luce sui fattori  importanti nel determinare la velocità di progressione della malattia.
Lo studio ha rivelato che nel caso della forma che progredisce più velocemente i motoneuroni presentano una ridotta funzionalità del sistema cellulare deputato alla produzione di energia, di rimozione delle proteine di scarto e di neuroprotezione.
Nel secondo modello si è visto un aumentata reazione all'infiammazione e un aumentata funzionalità dei meccanismi preposti a proteggere i motoneuroni dal danno.

"La tecnica gene expression profiling ci ha consentito di capire cosa accade in neuroni sani e in quelli colpiti dalla  malattia e vedere cosa accade nel caso del motoneurone che presenta un danno come quello che si manifesta in presenza di sclerosi laterale amiotrofica" ha commentato la professoressa Shaw. "La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia dal decorso altamente eterogeneo anche in modelli con la stessa mutazione genetica, cosa che rende difficile determinare un preciso standard terapeutico.  Il nostro lavoro ha permesso di identificare i meccanismi molecolari che possono aiutare a predire la durata della malattia e, potenzialmente, a rallentarla. Penso che le nuove ipotesi sollevate dal nostro lavoro e la proficua collaborazione fra i due team di ricerca siano i prerequisiti che ci renderanno un giorno capaci di sconfiggere la malattia" ha commentato la dott.ssa Bendotti.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 

prossimo articolo

Come cominciano i terremoti

faglia di terremoto

Analizzando i primi secondi delle onde P, le prime a essere registrate dai sismometri durante un terremoto, un gruppo di ricercatori ha mostrato che è possibile stimare la magnitudo del terremoto. Il loro risultato si aggiunge al lungo dibattito sulla natura deterministica dei fenomeni di rottura all’origine dei terremoti e dunque sulla loro prevedibilità e ha implicazioni per i sistemi di allerta sismica precoce.

Nell'immagine due geologi dell'USGS misurano una rottura di faglia causata dai terremoti di Ridgecrest in California nel 2019. Foto di Ben Brooks/USGS (CC0).

È possibile prevedere la magnitudo di un terremoto osservando le onde sismiche nei loro primissimi istanti? Gli scienziati dibattono da decenni intorno a questa domanda, che è centrale per la progettazione dei sistemi di allerta sismica precoce.

Uno studio pubblicato recentemente da un gruppo di sismologi dell'Università di Napoli Federico II mostra che è possibile, analizzando circa 7000 onde sismiche relative a 200 terremoti avvenuti in tutto il mondo con magnitudo tra 4 e 9.