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SISSA: pubblicato il bando del Master in Complex Action

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E' stato pubblicato il bando di MCA, il master del Laboratorio Interdisciplinare della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA).
Il Master in Complex Actions è un corso di formazione, unico nel panorama nazionale, in cui le più recenti frontiere della ricerca e delle scienze di base si uniscono alle business practices tipiche di un Master in Business Administration (MBA).
Si tratta di un percorso formativo che offre ai suoi studenti gli strumenti necessari per affrontare le complessità di quelle grandi sfide globali a cui siamo chiamati in modo imprescindibile.
Durante il master, i partecipanti saranno esposti alle più recenti scoperte scientifiche, dalla fisica dei materiali alla matematica, dalle neuroscienza alle biotecnologie, presentate da scienziati di riferimento nelle rispettive discipline; in parallelo una rete di professionisti, imprenditori e investitori nazionali e internazionali insegneranno agli studenti le migliori tecniche di business e project management, economia, finanza aziendale e venture capital, strumenti necessari a mettere in pratica anche i più complessi progetti nel mondo dell'innovazione e dell'impresa. L'obiettivo è la formazione di una nuova classe di innovatori, futuri leader di imprese, governances e grandi progetti di ricerca, capaci di affrontare le sfide internazionali integrando conoscenza scientifiche, skill manageriali e visione globale.

MCA è rivolto a dottorandi, ricercatori, funzionari pubblici, giovani professionisti o imprenditori, con un background preferibilmente in discipline come fisica, chimica, biologia, ingegneria, matematica, nanotecnologia, o scienze cognitive. Il master è un'occasione per iniziare una nuova carriera basata sull'innovazione.

La classe per l'A.A. 2013-2014 sarà composta fino a un massimo di 21 studenti.
Per le iscrizioni c'è tempo fino alle ore 12:00 di lunedì 2 dicembre 2013.
Per maggiori informazioni: www.mca.sissa.it; [email protected] 

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Formazione

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Darwin e le macchine

Nel 1863 Samuel Butler applicò la teoria di Darwin alle macchine. Gilberto Corbellini mostra perché sull'evoluzione aveva torto: nei sistemi artificiali il criterio di valore viene da fuori. Aveva però ragione su un altro punto: il rischio è che organizziamo le nostre vite in modo da non poterne più fare a meno. Immagine creata con l'utilizzo di LLM.

Nel giugno del 1863, su The Press, il giornale di Christchurch, in Nuova Zelanda, un allevatore di pecore di ventisette anni, emigrato dal Regno Unito, pubblicava, sotto pseudonimo, una lettera intitolata Darwin among the Machines. Erano trascorsi quattro anni dall’Origin of Species. Samuel Butler, prima che allevatore raffinato classicista e curioso di teorie biologiche, estendeva il “lungo argomento” di Darwin anche oltre le forme viventi.