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Silicio al capolinea?

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E' fuori discussione: l'attuale tecnologia elettronica che ha nel silicio il suo elemento fondamentale ci ha regalato progressi talmente impensabili da sfociare talvolta proprio a ridosso della fantascienza. La miniaturizzazione, la velocità di calcolo e l'efficienza dei sistemi elettronici hanno subito un miglioramento costante, ma c'è ancora margine per il futuro?

La domanda, doverosa e di ampia portata, sta al fondo di un numero speciale di Science dedicato proprio all'elettronica del prossimo futuro. La tecnologia attualmente impiegata nella costruzione dei componenti elettronici sta ormai per raggiungere i limiti estremi imposti dall'impiego del silicio e da un po' di tempo si stanno sperimentando vie alternative.

Si va da una revisione completa delle modalità di ingegnerizzazione dei microprocessori all'impiego di nuovi materiali che possano costituire una versione alternativa degli attuali semiconduttori. Molto promettente sembra la tecnologia delle "oxid interfaces", giunzioni di materiali isolanti che hanno mostrato di possedere un'ampia gamma di proprietà tipiche dei metalli e dei semiconduttori. Proprio quelle che occorrono nella memorizzazione e nella gestione di informazioni tramite un campo elettrico.

Non si può comunque neppure escludere, come si intravede da recenti ricerche, che il buon vecchio silicio venga spremuto ancora un bel po', portandolo ben al di là degli attuali limiti.

Science - Special issue

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Tecnologia

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La medicina di precisione non può fare a meno degli small data

I big data promettono di rivoluzionare la medicina, ma rischiano di nascondere più di quanto rivelino quando si tratta di curare il singolo paziente. Lorenzo Farina argomenta che gli small data - i dati «piccoli» abbastanza da essere compresi direttamente dal clinico - non sono un residuo del passato ma un elemento irrinunciabile della medicina di precisione. La vera sfida non è scegliere tra i due paradigmi, ma abbandonare l'approccio data-driven e tornare a ragionare per domande: prima la questione clinica, poi i dati necessari a rispondervi.

Gli small data sono definiti come quei dati di dimensione abbastanza «piccola» da poter essere immediatamente compresi da un essere umano, non tanto nella loro interpretazione che ovviamente ha sempre e necessariamente bisogno della analisi, ma nel loro significato biologico generale. Tipicamente, sono il risultato di esperimenti di laboratorio che non utilizzano macchine per l'analisi dei dati omici, bensì altre biotecnologie in grado di misurare relativamente «pochi» dati per provare a rispondere alla domanda che interessa.