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Scettici e curiosi

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A quattro anni dalla sua scomparsa, sabato 30 maggio Tortona torna a celebrare il suo concittadino Enrico Bellone, storico della scienza e figura intellettuale di fama internazionale, con la seconda edizione dell’evento In ricordo di Enrico Bellone, dal titolo Scettici e curiosi: i cittadini nella società della conoscenza.

L’iniziativa, indirizzata tanto agli studenti delle scuole superiori tortonesi quanto al grande pubblico, si muove sul doppio binario della divulgazione e del giornalismo scientifico: Maurizio Casiraghi, ricercatore in zoologia presso l’Università Bicocca di Milano e divulgatore, parlerà di simbiosi e coevoluzione, raccontando il processo della ricerca che parte dalla curiosità e arriva a nuove conoscenze, passando attraverso la verifica sperimentale.
Paolo Attivissimo, giornalista scientifico ed esperto di disinformazione nei media, porterà invece la sua esperienza nello smascherare le bufale mediatiche che spesso imperversano sui mezzi di comunicazione, per dimostrare come il metodo scientifico possa diventare uno strumento utile per filtrare il grande flusso di informazioni cui siamo sottoposti.

La prima edizione si era tenuta il 4 aprile 2014 e aveva visto la partecipazione di nomi di grande rilievo nel panorama della ricerca e della comunicazione scientifica italiana: la senatrice Elena Cattaneo, Telmo Pievani, Claudia Di Giorgio, Dario Bressanini, Beatrice Mautino.

L’evento, organizzato dalla Fondazione Luigi Longo di Alessandria e dal Comune di Tortona, si terrà alla sala convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, con la partecipazione del Parco Scientifico e Tecnologico in Valle Scrivia. Nel corso dell’iniziativa verrà inoltre rinnovata la collaborazione fra il Parco Scientifico, il Liceo Scientifico Giuseppe Peano e l’Associazione Ex Allievi del liceo, mirata all’assegnazione di un premio, intitolato a Enrico Bellone, a due studenti meritevoli.

Tanto la conferenza quanto il premio ambiscono a diventare eventi a cadenza annuale, grazie ai quali coinvolgere esperti di diverse discipline per promuovere la diffusione della cultura scientifica nella società e stimolare l’interesse dei giovani verso le materie scientifiche.

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I social network possono essere paragonati alle sigarette per la loro capacità di indurre sofferenze e dipendenza in chi, soprattutto tra le persone più giovani ne fa un uso incontrollato? Su queste basi ha preso il via il primo di una serie di processi intentati alle grandi aziende tecnologiche. Sul modello di quelli che misero sotto accusa le aziende del tabacco.

Crediti immagine: Robin Worrall/Unsplash

Il 28 gennaio scorso ha preso il via il primo di una serie di processi contro i colossi dei social network, accusati di aver progettato piattaforme finalizzate a creare dipendenza, specie nei più giovani. L’impostazione del processo richiama quello contro le industrie del tabacco, avvenuto negli anni 90, sia nelle strategie dell’accusa che nell’oggetto imputato: i social sono come le sigarette? Le aziende sapevano dei danni delle loro piattaforme sulla salute mentale?