fbpx Rizzolatti accademico USA | Page 6 | Scienza in rete

Rizzolatti accademico USA

Read time: 1 min

Il primo maggio la National Academy of Sciences ha nominato "foreign associate" Giacomo Rizzolatti, neuroscienzaito di fama mondiale per la celebre scoperta dei neuroni-specchio. Direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'Università di Parma, Rizzolatti (che fa parte del Gruppo 2003 ed è autore di scienzainrete) è nato a Kiev nel 1937 e ha studiato medicina a Padova, poi ha lavorato a Pisa, nell'Istituto di psicologia guidato da Giuseppe Moruzzi. Quindi è diventato professore di fiosiologia umana all'Università di Parma. Insegna spesso anche oltreoceano, dal Department of Psychology della McMaster University di Hamilton, Ontario (Canada) al Department of Anatomy dell’University of Pennsylvania, a Filadelfia, al Department of Computer Science and Neuroscience della University of Southern California, a Los Angeles.

I neuroni specchio, la scoperta dei quali gli è valso un posto importante nella storia della scienza, sono presenti nelle aree motorie e premotorie del cervello e si attivano sia quando si compie un’azione, sia quando si vede compiere un’azione e svolgono un ruolo decisivo nell’apprendimento per imitazione, così come nel fenomeno dell’empatia.

La biografia di Giacomo Rizzolatti su scienzainrete


Autori: 
Sezioni: 
Riconoscimenti

prossimo articolo

ECHO: quando i cittadini diventano scienziati del suolo

Un ragazzo e una ragazza raccolgono un campione di terra da un prato "--"

Il progetto europeo di citizen science ECHO coinvolge cittadini e studenti nella raccolta di dati sulla salute dei suoli, in un continente dove tra il 60 e il 70% dei terreni è già degradato. Con l'aiuto della app EchoSoil, kit di campionamento, ambasciatori sul territorio e nuove piattaforme digitali, l'obiettivo è costruire una mappa condivisa per proteggere l'ecosistema che sta sotto i nostri piedi. Foto di Maximilian Carl Stahl

Il luogo più affollato del pianeta è nascosto nei primi trenta centimetri di suolo. Qui vive circa il 60% della biodiversità terrestre: batteri, funghi, lombrichi, nematodi e migliaia di altri organismi che contribuiscono alla fertilità del terreno, al ciclo dei nutrienti, alla produzione di cibo e alla capacità del suolo di immagazzinare carbonio.