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Rivoltata come un calzino

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La dettagliata mappatura della distribuzione degli elementi chimici nel resto di supernova Cassiopea A ha permesso di scoprire che le parti più esterne dell'involucro sono ricche di elementi che in origine occupavano le regioni più interne della stella destinata a esplodere come supernova.

Lo studio, portato a termine da Una Hwang (Goddard Space Flight Center) e J. Martin Laming (Naval Research Laboratory) e di prossima pubblicazione su Astrophysical Journal, è stato possibile grazie alle osservazioni nel dominio X dell'osservatorio orbitante Chandra. Si tratta della più completa e dettagliata mappatura dell'emissione X mai realizzata per un residuo di supernova.

Dai dati emerge che la maggior parte del ferro individuato risiede nell'involucro più esterno di Cas A, mentre sia le osservazioni di Chandra che quelle nell'infrarosso raccolte dal telescopio Spitzer escludono la sua presenza nella regione centrale. Fatto anomalo, dato che proprio in quella regione centrale, stando ai modelli evolutivi stellari, la catena delle reazioni nucleari si sarebbe conclusa con la produzione di ferro. L'esplosione della supernova, dunque, avrebbe letteralmente rivoltato la stella su se stessa, uno scenario confermato anche dalla distribuzione di altri elementi quali silicio, zolfo e magnesio.

Gli astronomi hanno stimato che la massa del materiale di Cas A coinvolto nell'emissione X sarebbe di circa 3 masse solari. Le osservazioni hanno inoltre permesso di individuare la presenza di veri e propri agglomerati di ferro praticamente puro (in totale ve ne sarebbe una quantità pari a circa 0,13 masse solari), prova che la sua origine è da ricercare nelle reazioni nucleari della stella.

Chandra X-Ray ObservatoryResearch paper (arXiv)

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Astrofisica

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