fbpx Nuovo vettore per i vaccini | Scienza in rete

Nuovo vettore per i vaccini

Primary tabs

Read time: 2 mins

Arriva un nuovo "mezzo di trasporto" per i vaccini. Ad annunciarlo è la rivista Nature Materials. Si tratta di microsfere in grado di veicolare in maniera sicura ed efficace i vaccini contro malattie quali l’HIV e la malaria. Le nuove particelle sono costituite da sfere che possono trasportare versioni sintetiche di proteine normalmente prodotte dai virus. “Queste particelle sintetiche suscitano una risposta immunitaria comparabile a quella prodotta dai vaccini costituiti da virus vivi, ma sono più sicure rispetto a queste ultime” spiega Darrell Irvine, autore dello studio. In collaborazione con gli studiosi del Walter Reed Army Institute of Research, Irvine e i suoi collaboratori stanno sperimentando nel topo la capacità delle nanoparticelle di veicolare un vaccino contro la malaria. Un approccio, questo, peraltro allo studio anche per molti altri farmaci.

Gli ultimi studi nel campo della immunologia hanno portato i ricercatori a utilizzare, per veicolare i vaccini, capsule lipidiche chiamate liposomi. Il problema di questi veicoli è che sono poco stabili nel sangue e nei liquidi organici. Il team di Irvine ha pensato di assemblare più liposomi in maniera tale da creare una struttura lipidica molto stabile. Sono riusciti a ottenere sfere concentriche che, una volta entrate nelle cellule vengo degradate e liberano il vaccino. Negli esperimenti sui topi i ricercatori hanno usato nanoparticelle per trasportare una proteina chiamata ovalbumina, una proteina dell’uovo. Si tratta di una molecola ampiamente usata in immunologia data la facilità con cui è possibile tracciare la risposta immunitaria da essa indotta nell'organismo. Così facendo hanno scoperto che basse dosi di vaccino veicolato attraverso le nuove particelle producono una forte risposta immunitaria, paragonabile a quella prodotta da vaccini costituiti da virus vivi. Il vantaggio di questa metodica rispetto alle tradizionali è rappresentato dalla sicurezza.

http://www.sciencedaily.com/releases/2011/02/110222162318.htm

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Ripristinare la natura: all’Italia non basta un elenco di misure

Roccia modellata dall'acqua che cade a picco sul mare

Il Piano italiano di ripristino della natura raccoglie oltre duemila misure, ma non dimostra ancora che siano sufficienti a raggiungere gli obiettivi europei. Un terzo è privo di stima finanziaria e le garanzie urbane sono state gravemente indebolite. Alcuni progetti ben definiti e un monitoraggio ambizioso convivono con queste lacune. Crediti immagine: Ciro di Lauro su Unsplash
 

Tre sbarramenti alti fra un metro e mezzo e due metri interrompono l’alto corso del Mingardo, nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Incorporano gli attraversamenti di un acquedotto. Una scheda tra le oltre 2000 contenute dalla bozza definitiva del Piano nazionale di ripristino della natura propone di eliminarli nell’ambito dell’ammodernamento della rete idrica. Prima entreranno in funzione i nuovi attraversamenti, progettati per lasciare libero il corso d’acqua, poi saranno demolite le vecchie strutture.