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La mappa dei centri del clima

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L’International Center for Climate Governance (ICCG) lancia oggi il Think Tank Map, un nuovo osservatorio sui think tank operanti nel campo della governance dei cambiamenti climatici.
Attraverso una mappa interattiva, questo strumento permette di conoscere le organizzazioni attive in tutto il mondo nei principali ambiti di ricerca relativi alla governance del clima, di approfondire i loro progetti e le loro attività e di comprendere il modo in cui cooperano con altre istituzioni per influenzare la sfera della policy.
Il Think Tank Map è uno strumento user-friendly che permette alle istituzioni di presentare le proprie attività di ricerca ad un pubblico prevalentemente specialistico. Non si limita ad essere una vetrina per le istituzioni operanti nel settore: il Think Tank Map è uno strumento unico che faciliterà il networking, creando nuove opportunità per interagire e costruire legami, discutere e condividere idee.
Grazie ad una raccolta di dati scientifici e statistici su diversi tipi di organizzazioni, l’Osservatorio sarà il trampolino di lancio di una serie di studi e approfondimenti.
L’evoluzione continua dei think tank, dei loro scopi e attività, sarà accompagnata da un continuo aggiornamento dell’Osservatorio, che diverrà un barometro delle trasformazioni delle istituzioni monitorate e della loro influenza sulla politica. Grazie alle ricerche dell’ICCG e ai contributi degli utenti, il Think Tank Map crescerà presto fino ad offrire una panoramica completa dei think tank attivi nel campo della governance del cambiamento climatico.
Il Think Tank Map è raggiungibile dal sito dell’International Center for Climate Governance: www.iccgov.org
Se volete suggerire un think tank da aggiungere alla mappa o se volete inserire informazioni sulla vostra organizzazione, compilate il form disponibile online alla pagina:
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Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.