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L'IIT tra i protagonisti dell’European Robotics Forum

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La robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) sarà protagonista all’evento europeo European Robotics Forum (ERF), che – giunto alla 5^ edizione – quest’anno ha scelto l’Italia come Paese ospitante e si terrà al MART di Rovereto, Trento, dal 12 al 14 marzo (www.erf2014.eu). In questa occasione, il pubblico potrà conoscere da vicino i robot umanoidi iCub e CoMan, vedere il quadrupede HyQ in movimento per la prima volta in uno spazio museale, scoprire i sensori per lo sviluppo di vista e tatto artificiali, le radici robotiche Plantoid che prendono ispirazione dall’intelligenza delle piante, dispositivi per la riabilitazione motoria e soluzioni ingegneristiche per rendere i robot industriali più intelligenti e sicuri nell’interazione con l’uomo.

All’ERF, i principali progetti robotici sviluppati dall’Istituto Italiano di Tecnologia saranno chiamati a raccolta nella splendida cornice dell’ingresso del Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, dove i ricercatori dell’IIT ne illustreranno le caratteristiche anche tramite dimostrazioni pratiche dal vivo. In particolare, per la prima volta due robot saranno esposti al pubblico “in azione”: il robot quadrupede HyQ e il robot umanoide CoMan, che mostreranno le loro capacità di movimento e locomozione. Affianco a loro l’umanoide iCub, il quale eseguirà esercizi di bilanciamento sulle sue nuove gambe.

Ufficio Stampa IIT

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.