fbpx L'identikit traspare dal DNA | Page 7 | Scienza in rete

L'identikit traspare dal DNA

Primary tabs

Read time: 1 min

Da un mozzicone di sigaretta o da una macchia di sangue sarà possibile risalire al colore dei capelli della persona da cui provengono. A leggere queste cruciali informazioni nel DNA sono stati per primi i ricercatori dell’Università Erasmus di Rotterdam, gli stessi che recentemente avevano annunciato di poter riconoscere con un alto grado di probabilità nel materiale genetico anche il colore degli occhi e l’età dell’individuo.

A rischiare di essere individuati dalle loro tracce finora erano solo i colpevoli dai capelli rossi, per la loro rarità. I 13 marcatori su 11 geni descritti su Human Genetics dagli studiosi olandesi permettono invece di distinguere non solo tra biondi e mori, ma anche tra sfumature di colore, per esempio tra biondo chiaro e scuro oppure rossiccio, con un’accuratezza superiore all’80 per cento.  Perché la scoperta, ottenuta analizzando il DNA di centinaia di europei, possa rivoluzionare la medicina forense, ci vorrà però ancora qualche anno: il tempo necessario per mettere a punto un kit e validarne i risultati.

Human Genetics; DOI 10.1007/s00439-010-0939-8

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Dare voce alle emozioni: il ruolo inatteso dell’IA

sagoma di volto con fogli colorati che escono dalla testa

Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?