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L’ESA in soccorso del Vaticano

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Quando, nel 1970, gli scienziati di ESA (European Space Agency) e NASA (National Aeronautics and Space Administration) svilupparono il formato FITS (Flexible Image Transport System) probabilmente non immaginavano che un giorno sarebbe servito a digitalizzare gli antichi e preziosi testi conservati presso la Biblioteca Vaticana. Il formato per il sistema di trasporto flessibile delle immagini, infatti, utilizzato sinora per archiviare le informazioni di tutte le missioni astronomiche dell’Agenzia, è oggi impiegato anche per preservare una parte dei volumi della Biblioteca.

“Toccare un manoscritto è ogni volta un’azione pericolosa”, la dichiarazione di Luciano Ammenti, direttore del Centro di Informatica del Vaticano, a capo del progetto. Alcuni testi risalgono infatti a 1800 anni fa e la loro estrema delicatezza costringe ad optare per soluzioni di archiviazione non invasive ma comunque efficaci. Il formato FITS si adatta inoltre ai volumi conservati sotto vetro e calcola e corregge automaticamente le differenti angolazioni, restituendo una scansione nitida e regolare. Una tecnica quindi versatile, usata fin dai tempi dei pionieristici osservatori spaziali Herschel, Integral, XXM-Newton e SOHO fino al più recente telescopio spaziale Hubble. 

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Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.