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La droga in un soffio

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In futuro sarà possibile rilevare l’assunzione di droga attraverso l’analisi dell’aria espirata, così come si fa col palloncino per verificare il tasso alcolico nel sangue. Il nuovo metodo diagnostico, unico nel suo settore, è stato sviluppato da Olef Beck del Karolinska Institutet di Stoccolma, in Svezia. I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla rivista The Journal of Analytical Toxicology.

La verifica dell’efficacia del nuovo sistema di analisi è stata effettuata su 12 pazienti giunti in ospedale dopo assunzione di anfetamine. La tecnica è stata in grado di rilevare, attraverso l’analisi del respiro, concentrazioni di anfetamine nettamente inferiori a quelle minime rilevabili con i metodi tradizionali dell’analisi di sangue e urine.

Beck e colleghi sono ora concentrati nello sviluppo di nuovi apparati in grado di rilevare, oltre alle anfetamine, anche altre differenti sostanze stupefacenti.

Journal of Analytical Toxicology 2010; 5: 233–237.

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MEDICINA

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.