fbpx Il primo asteroide di WISE | Page 21 | Scienza in rete

Il primo asteroide di WISE

Primary tabs

Read time: 2 mins

Mancavano ancora due giorni all'inizio ufficiale della missione, ma l'osservatorio orbitante infrarosso WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) ha pensato bene di dare un saggio delle sue capacità scoprendo il suo primo asteroide.

Designato con il nome provvisorio di 2010 AB78, l'asteroide scoperto da WISE il 12 gennaio e confermato da osservazioni telescopiche dal suolo nei giorni successivi appartiene alla categoria dei NEO (Near-Eart Object), asteroidi che sfrecciano nei pressi del nostro pianeta. Le dimensioni di 2010 AB78 sono dell'ordine di un chilometro e la sua orbita piuttosto inclinata lo porta a transitare alla stessa distanza del Sole alla quale orbita la Terra. Viene esclusa ogni possibilità che l'asteroide ci possa tamponare, ma gli astronomi lo terranno comunque d'occhio con attenzione.

WISE è stato progettato per effettuare una panoramica completa del cielo in luce infrarossa e dovrà occuparsi di scovare tutti gli oggetti celesti che sono finora sfuggiti all'osservazione degli astronomi. Le sue preziose osservazioni costituiranno una sorta di mappa del tesoro, indicando agli astronomi dove puntare con successo i loro telescopi.

Per quanto riguarda il campo degli asteroidi, ci si aspetta che WISE riesca a individuare circa centomila oggetti che finora hanno eluso la caccia serrata che viene loro fatta. Le attese, come si può ben vedere, sono notevoli, ma sembra che il satellite abbia cominciato con il piede giusto.

Fonte: http://www.jpl.nasa.gov/wise/newsfeatures.cfm?release=2459

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

La medicina di precisione non può fare a meno degli small data

I big data promettono di rivoluzionare la medicina, ma rischiano di nascondere più di quanto rivelino quando si tratta di curare il singolo paziente. Lorenzo Farina argomenta che gli small data - i dati «piccoli» abbastanza da essere compresi direttamente dal clinico - non sono un residuo del passato ma un elemento irrinunciabile della medicina di precisione. La vera sfida non è scegliere tra i due paradigmi, ma abbandonare l'approccio data-driven e tornare a ragionare per domande: prima la questione clinica, poi i dati necessari a rispondervi.

Gli small data sono definiti come quei dati di dimensione abbastanza «piccola» da poter essere immediatamente compresi da un essere umano, non tanto nella loro interpretazione che ovviamente ha sempre e necessariamente bisogno della analisi, ma nel loro significato biologico generale. Tipicamente, sono il risultato di esperimenti di laboratorio che non utilizzano macchine per l'analisi dei dati omici, bensì altre biotecnologie in grado di misurare relativamente «pochi» dati per provare a rispondere alla domanda che interessa.