fbpx Gli sbuffi del buco nero | Page 3 | Scienza in rete

Gli sbuffi del buco nero

Primary tabs

Read time: 1 min

Osservazioni da terra e da satellite hanno permesso a un team internazionale di individuare il momento in cui un buco nero spara nello spazio circostante energetici getti di materia.

Il buco nero dista 28 mila anni luce in direzione della costellazione dello Scorpione ed è legato gravitazionalmente a una stella. L'orbita reciproca dei due componenti del sistema, noto agli astronomi con il nome di H1743-322, obbliga periodicamente la stella a pericolosi incontri ravvicinati con il buco nero, che ogni volta ne approfitta per strappare materiale alla stella e attirarlo verso di sé.

Non tutto quel materiale, però, è destinato ad essere fagocitato dal buco nero; una parte di esso, infatti, viene di solito espulsa in due getti di direzione contrapposta. Può però anche succedere che, invece di osservare un flusso tutto sommato regolare, si assista a veri e propri sbuffi di gas sparati nello spazio a velocità relativistiche. Utilizzando le osservazioni X del satellite RXTE (Rossi X-ray Timing Explorer) e quelle radio raccolte dai radiotelescopi del sistema VLBA (Very Long Baseline Array), un team di astronomi è riuscito, come in una moviola, a ricostruire le fasi dell'allontanamento di quei proiettili gassosi dal buco nero.

Le osservazioni, presentate al Meeting dell'America Astronomical Society tenutosi ad Austin (Texas), permetteranno di comprendere meglio il meccanismo che innesca e regola la produzione dei jet gassosi che si dipartono dai buchi neri.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Genomi su misura con l'IA: la nuova frontiera della biologia sintetica

L’intelligenza artificiale ha imparato a scrivere non solo testi ma... anche genomi. Per la prima volta, modelli addestrati sul linguaggio del DNA hanno infatti progettato da zero batteriofagi funzionanti, capaci di infettare batteri e superarne le resistenze. Un risultato che apre prospettive inedite per la terapia fagica e la biologia sintetica, trasformando l’IA in uno strumento per esplorare lo spazio del biologicamente possibile. Ma la capacità di generare virus pone anche interrogativi urgenti: quanto sono davvero originali queste forme di vita artificiali? E come governare una tecnologia che potrebbe diventare tanto potente quanto pericolosa?

C'è una frontiera della biologia che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile, eppure oggi, grazie all'intelligenza artificiale, è stata superata: progettare un genoma intero da zero con la stessa facilità con cui si scrive un testo è diventato realtà. Il 6 agosto 2026, un team di ricercatori guidato da Brian L.