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Gli Egizi e la stella del Diavolo

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Lo studio del papiro Cairo 86637 - un calendario di oltre 3000 anni fa con l'indicazione di giorni fausti e infausti - ha permesso di determinare quale fosse a quell'epoca la periodicità della stella Algol, forse la più famosa tra le stelle variabili.
Appartenente alla costellazione di Perseo, Algol deve il suo nome all'espressione araba ra's al-ghul (testa del demone) e nella visione mitologica della costellazione rappresenta il capo troncato di Medusa. Il nome è l'inevitabile conseguenza del suo strano comportamento: la sua luminosità cambia infatti con regolarità con un ciclo di 2,8 giorni. Oggi sappiamo che tale comportamento è frutto del mutuo eclissarsi di due stelle, ma ai tempi degli Egizi - i primi, a quanto pare, ad accorgersi della faccenda - era un ottimo indizio per vaticinare il futuro.
Alcuni ricercatori dell'Università di Helsinki, tra i quali figurano astronomi e, ovviamente, esperti di egittologia, hanno scoperto che nell'alternarsi di giorni fausti e infausti riportati dal papiro Cairo, risalente al 1271 a.C., c'è lo zampino di Algol. Secondo Lauri Jetsu e collaboratori, infatti, dai presagi del papiro, oltre alla periodicità del ciclo lunare, emerge chiaramente anche la periodicità di Algol (per gli Egizi era "la Furia").


Questa scoperta non solo permette di stabilire che quel papiro riporta le più antiche osservazioni di una stella variabile, ma porta con sè un elemento altrettanto importante. Poichè il periodo di Algol osservato dagli Egizi, seppure di pochissimo, risulta più breve di quello attuale, Jetsu e collaboratori ritengono che possa trattarsi di una diretta conseguenza del trasferimento di massa tra le due stelle del sistema.
L'accuratezza di quelle antiche osservazioni, insomma, finisce col rivelarsi estremamente utile per gli astrofisici dei nostri giorni che indagano sulla danza cosmica della stella del Diavolo.

Qui è consultabile il testo del lavoro su Arxiv

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Astronomia

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Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

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