fbpx Giorgio Rossi è il nuovo presidente dell'ESFRI | Page 2 | Scienza in rete

Giorgio Rossi è il nuovo presidente dell'ESFRI

Primary tabs

Read time: 1 min

Giorgio Rossi, docente di Fisica della materia all'Università Statale di Milano, è stato nominato oggi a Liblice (Praga) presidente di ESFRI (European Strategy Forum on Research Infrastructures), il consesso europeo nato nel 2002 per sostenere le politiche di sviluppo coerente delle infrastrutture di ricerca europee.
La notizia, che è stata accolta con grande entusiasmo in Statale, giunge a due anni dalla nomina del professor Rossi a vice presidente ESFRI, in un biennio che ha impegnato il nostro Fisico della materia nell'elaborazione del processo di valutazione dei nuovi progetti Europei di Infrastrutture di Ricerca, molto apprezzato dal Forum di ESFRI.

Giorgio Rossi sarà formalmente in carica dal 1° luglio 2016, una volta concluso il processo di realizzazione della nuova Roadmap ESFRI.

Ufficio Stampa Università degli Studi di Milano

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Abbiamo ormai perso le speranze per restare sotto 1,5°C?

orologio nella sabbia

Ci vuole una certa pazienza a fare comunicazione climatica se bisogna continuare a ripetere ossessivamente quali sono le cose da fare per arrivare a zero emissioni nette e per adattarsi al clima che cambia. Questa volta la strigliata arriva dall’UNEP che ci dice che non è affatto detto che l’umanità riuscirà a restare sotto 1,5°C per fine secolo. Che serve usare tutte le tecnologie in campo, compresa la rimozione artificiale di CO2 dall’atmosfera. Che serve – udite udite – darsi una mossa. Il nuovo rapporto identifica un pacchetto di azioni climatiche che devono servire per contenere il sorpasso di 1,5°C il più possibile e favorire un rientro veloce e sicuro.

Foto di Annette da Pixabay

È uscito il 2 settembre un nuovo report dell’UNEP dal titolo Limiting Overshoot: Navigating exceedance of 1.5°C and pathways towards return. Il messaggio principale è che il superamento temporaneo di 1,5°C è ormai inevitabile date le traiettorie di emissioni e le politiche attuali. Ricordiamo sempre che stiamo parlando dell’aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli preindustriali.