fbpx È Nicolò D’Amico il nuovo Presidente dell’INAF | Page 12 | Scienza in rete

È Nicolò D’Amico il nuovo Presidente dell’INAF

Primary tabs

Read time: 2 mins

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato i decreti di nomina dei nuovi Presidenti di quattro degli Enti di ricerca vigilati dal MIUR il cui organo di vertice ha concluso il proprio mandato negli scorsi mesi. Alla guida dell’INAF sale Nicolò D’Amico, 62 anni, professore ordinario di astrofisica all’Università di Cagliari ed ex direttore dell’INAF Osservatorio Astronomico di Cagliari e del progetto SRT.

Contestualmente il Ministro ha nominato anche alcuni nuovi consiglieri d’amministrazione e membri di Consiglio direttivo di designazione MIUR in sostituzione di quelli in uscita. Per l’INAF, i membri del CdA entranti sono Eugenio Coccia e Marco Tavani (INAF IAPS Roma), che andranno ad affiancare i due rappresentanti eletti nei giorni scorsi dal personale, Enrico Cappellaro e Stefano Giovannini.

«Abbiamo fatto nomine coerenti con la valorizzazione del merito», dichiara il Ministro Giannini. «Auguri a chi ha lasciato l’incarico e ancor di più a chi inizia il proprio mandato, nella piena consapevolezza che questo atto testimonia l’attenzione che il Governo ha per un settore che considera strategico per il Paese».

Raggiunto telefonicamente da Media INAF, D’Amico spiega d’aver saputo della nomina nemmeno due ore fa, attorno alle sette di sera. «Mi hanno cercato dal Ministero, non mi trovavano perché ero in una zona d’ombra del cellulare. Quando sono uscito ho trovato una quantità incredibile di telefonate da parte di colleghi che mi dicevano che mi stavano cercando – appunto – dal Ministero. E ho capito che evidentemente erano state fatte le nomine. Poi ho parlato direttamente con il Ministero, e mi hanno confermato tutto», dice il neopresidente, esprimendo a caldo «emozione, apprezzamento per le scelte del Ministro, riconoscenza, ma anche preoccupazione per le difficoltà da affrontare».

Media INAF

Autori: 
Sezioni: 
INAF

prossimo articolo

Insetti nel piatto: oltre la barriera del disgusto

piatto con insetti

Tra norme sui novel food, pregiudizi culturali e reazioni di disgusto, gli insetti commestibili restano in Europa un cibo “impossibile”, nonostante siano una risorsa alimentare per miliardi di persone e una promessa per la sostenibilità. Un nuovo programma di ricerca italiano mostra però che informare non basta: per cambiare davvero ciò che mettiamo nel piatto bisogna agire sulle emozioni, sulle aspettative e sui modelli sociali che guidano le nostre scelte. Ce lo racconta il team che ha guidato il progetto, i risultati del quale saranno presentati in un incontro pubblico il prossimo venerdì a Milano.

La transizione ecologica passa anche dai cambiamenti nelle abitudini alimentari, ma queste restano spesso intrappolate tra pregiudizi culturali e tecnicismi legislativi. In Europa, dal punto di vista normativo il confine è netto: ogni alimento privo di una storia di consumo significativo prima del 15 maggio 1997 è considerato novel food e soggetto a rigorose autorizzazioni.