fbpx Cioccolato amico del cuore | Scienza in rete

Cioccolato amico del cuore

Primary tabs

Read time: 1 min

Se ne parla da molto tempo, ma ora al cioccolato il bollino di amico del cuore viene da una fonte autorevole, una revisione sistematica condotta da ricercatori dell'Università di Cambridge e pubblicata sul British Medical Journal. Gli esperti hanno preso in esame sette studi clinici che avevano analizzato la correlazione fra il consumo di cioccolato e il rischio di eventi cardiovascolari, diabete e sindrome metabolica. Più di 100.000 gli individui coinvolti nelle ricerche fra sani e portatori di queste patologie.

In cinque dei sette studi considerati, gli studiosi inglesi hanno rilevato una riduzione del rischio, che ha raggiunto il livello massimo del 37 per cento di incorrere in patologie cardiovascolari e del 29 per cento di avere un ictus in chi apparteneva al gruppo col consumo massimo rispetto a chi proprio non ne mangiava mai.

Prima di buttarsi a capofitto sul “cibo degli dei” i ricercatori invitano però a interpretare il dato con cautela. Innanzitutto, nessuno degli studi esaminati era un trial randomizzato, né si distingueva tra cioccolato al latte e fondente. Sono necessari ulteriori studi per comprendere se è davvero il cioccolato l'artefice di tali effetti benefici sul cuore o se, ad agire, sono in realtà altri fattori ancora dietro le quinte. Inoltre, non bisogna dimenticare l'elevato apporto calorico e di grassi legato al suo consumo.

British Medical Journal pubblicato online il 29 agosto 2011

Autori: 
Sezioni: 
Nutrizione

prossimo articolo

Non vaccinati e invisibili: la lezione del caso di difterite a Palermo

Corynebacterium diphtheriae

Il caso di difterite a Palermo, con la morte di una bimba di 4 anni non vaccinata, porta alla luce una realtà critica: l'eliminazione della malattia, ottenuta con i vaccini, non equivale alla scomparsa del batterio. Senza un'anagrafe vaccinale accessibile e dati aggiornati sulla circolazione dei patogeni, il sistema fatica a intercettare chi resta esposto, e la sorveglianza rischia di restare un esercizio formale invece che uno strumento di prevenzione reale.
Nella foto: batteri Gram-positivi di Corynebacterium diphtheriae, Photo Credit: Public domain, via Wikimedia Commons
 

La cronaca sul tragico caso di difterite in una bambina a Palermo ci ripropone il rischio di infezioni ritenute ormai improbabili e raramente considerate nelle diagnosi differenziali. La difterite è una malattia infettiva acuta, respiratoria, potenzialmente fatale, causata dalla tossina prodotta da alcuni ceppi (detti appunto tossinogenici) appartenenti alla specie Corynebacterium diphtheriae, ma quasi nessun medico attualmente in servizio in Italia ha mai avuto esperienza di questa malattia.