fbpx Centaurus oltre l'immaginazione | Page 2 | Scienza in rete

Centaurus oltre l'immaginazione

Primary tabs

Read time: 2 mins

centaurusBenchè la celebrazione dell'anno internazionale dell'astronomia si rifaccia esplicitamente al quattrocentesimo anniversario dell'invenzione del telescopio - o meglio, dell'utilizzo astronomico del cannocchiale che ne fece Galileo - non dobbiamo dimenticare che gran parte dei fenomeni astronomici non sono accessibili al nostro occhio. E non solamente per una banale questione di distanza.
Ce lo ricorda molto bene la fantastica immagine della galassia Centaurus A rilasciata in questi giorni dai radioastronomi del CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation). Si tratta dell'immagine radio più dettagliata di questa galassia mai ottenuta finora ed è il frutto di 1.200 ore di osservazione con le antenne dell'Australia Telescope Compact Array (più altre 10 mila ore di lavoro per elaborare i dati raccolti).
Centaurus A si trova a 14 milioni di anni luce di distanza e ospita nelle sue regioni centrali un buco nero la cui massa è cinquanta milioni di volte quella del Sole. A questo mostro e alla sua incredibile attività si deve la formazione di immensi getti di particelle cariche sospinti fin nelle profondità dello spazio. Il fatto che Centaurus A sia la galassia più vicina che presenta tali caratteristiche giustifica ampiamente l'incredibile interesse che gli astronomi nutrono per tale galassia.
Ebbene, se i nostri occhi fossero in grado di vedere le onde radio, lo spettacolo che potremmo osservare lascerebbe senza fiato: il bagliore radio che avvolge Centaurus A, infatti, finirebbe con l'occupare in cielo un'area pari a 200 volte quella della Luna piena. Niente male per una galassia che in un binocolo si presenta come una semplice macchiolina lattiginosa attraversata da una fascia scura.

Fonte (CSIRO): http://www.csiro.au/news/Centaurus-A.html
Link (Wikipedia): http://en.wikipedia.org/wiki/Centaurus_A

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Cosa sappiamo sul crollo del Ponte Morandi, dopo la sentenza di I grado

Si è concluso ieri il processo di primo grado per accertare le responsabilità per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto 2018. I giudici hanno condannato i vertici di Autostrade per l’Italia, società che gestiva l’opera, e della sua controllata incaricata della manutenzione, oltre che un funzionario del Ministero dei Trasporti. La condanna sembra quindi confermare la tesi dell’accusa secondo cui a causare il disastro fu la mancata manutenzione dell’opera e in particolare dei cavi in calcestruzzo armato che ancoravano il ponte al pilone numero 9. Le armature in acciaio di quei cavi erano gravemente corrose, come già nel 1992 era stato constatato decidendo di intervenire sul pilone numero 11. Una nuova indagine del 2015 confermava lo stato di degrado. Un progetto di risanamento dell’intero ponte era stato concluso nel 2017 e approvato nel 2018, pochi mesi prima del crollo. Nell'immagine di copertina il Ponte Morandi dopo il crollo. Fonte: Alessio Sbarbaro/Wikipedia (CC BY-SA 4.0).

 

Giovedì 16 luglio, la procura di Genova ha pubblicato la sentenza del processo di primo grado per il crollo del viadotto Polcevera, anche noto come “Ponte Morandi”, un ponte strallato in calcestruzzo armato precompresso inaugurato nel 1967, lungo 1182 metri, che collegava Genova a Savona scavalcano il torrente Polcevera e alcuni quartieri di Genova situati nella valle.