Un team di ricercatori ha realizzato un materiale con cui costruire catalizzatori economici per la produzione di idrogeno. Il basso costo e la possibilità di operare anche con acqua di mare potrebbero finalmente aprire nuove frontiere nel campo delle fonti energetiche.
Hemamala Karunadasa, Christopher Chang e Jeffrey Long, ricercatori del Dipartimento di Chimica dell'Università di Berkeley, hanno scoperto che un complesso metallico realizzato utilizzando il molibdeno come metallo di transizione può, attraverso un ciclo di ossido-riduzione, trasferire elettroni all'acqua che, in tal modo, libera idrogeno. In sostanza il molibdeno passa ciclicamente da valenza 2 a valenza 4 e in questo passaggio trasferisce 2 elettroni all'idrogeno dell'acqua che, riducendosi, libera idrogeno molecolare.
Attualmente la possibilità di utilizzare l'idrogeno quale fonte energetica alternativa è fortemente frenata dai costi. La produzione diretta di idrogeno dall'acqua, infatti, deve utilizzare quale catalizzatore il platino, un elemento chimico estremamente costoso. Questo spiega come mai la maggior parte dell'idrogeno impiegato nell'industria provenga dal gas naturale.
Una volta perfezionata, la scoperta potrebbe dunque rendere meno proibitiva la strada della produzione di idrogeno dall'acqua. E visto che i ricercatori affermano che il ciclo di produzione dell'idrogeno con il nuovo catalizzatore può funzionare anche con acqua di mare, le nostre riserve di idrogeno finirebbero col diventare praticamente illimitate.
Catalizzatori a buon mercato
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Un pool di esperti prova ad allineare i bandi italiani agli standard internazionali

Un gruppo di esperti presieduto dall’infettivologo Matteo Bassetti e composto da Stefano Bertuzzi, Angela Liberatore, Carlo Mango, Francesca Pasinelli e Anna Pelagotti, e ispirato da Elena Cattaneo, ha dato ai bandi di ricerca italiani regole certe per potersi confrontare con le migliori pratiche di quelli europei e mondiali, sulla falsariga di ERC, NIH e UKRI. E dopo tanti errori ora si spera di riguadagnare la fiducia dei nostri ricercatori che non ci credevano più. Per Elena Cattaneo, è un passo avanti importante, anche se ci sono ancora molti ostacoli. Un risultato positivo anche per la ministra all'Università e la ricerca Anna Maria Bernini, che ha istituito il gruppo di lavoro.
Nella foto, da sinistra a destra, Anna Pelagotti (CNR), Anna Maria Bernini (ministra MUR), Elena Cattaneo (Senatrice a vita), Matteo Bassetti (Università di Genova) e Angela Liberatore (European University Institute).
È da tempo che aspettavamo un sistema di bandi che garantisse una valutazione equa e indipendente, e che non stonasse rispetto alla ricerca competitiva d’eccellenza degli altri Paesi avanzati. Ebbene, quel momento si avvicina almeno un po’ con la pubblicazione delle “Linee guida per la gestione dei bandi pubblici di ricerca e la valutazione delle proposte di ricerca”, che riportiamo in anteprima in questo link.