Nutrirsi di insetti conviene, ma il vantaggio si vede solo col tempo. Jim Karagatzides e Aaron Ellison, dell'Università di Harvard, hanno mescolato economia e botanica per capire come mai alcune piante si sono selezionate a diventare carnivore. Per far questo hanno calcolato in 15 diverse specie cresciute in serra i "costi" di produzione di ogni grammo di tessuto in termini di carbonio utilizzato e i tempi necessari per recuperare il carbonio stesso attraverso la fotosintesi. Hanno così potuto dimostrare che il sistema adottato dalle piante carnivore, giustificato in aree povere di nutrienti, è vantaggioso dal punto di vista della costruzione delle strutture - la formazione delle trappole che catturano gli insetti impiega meno carbonio rispetto a quello richiesto dalle foglie -, ma l'investimento è ripagato solo a lunga scadenza, considerata la lentezza della fotosintesi in queste specie.
Carnivore? Alla lunga conviene
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Genomi su misura con l'IA: la nuova frontiera della biologia sintetica

L’intelligenza artificiale ha imparato a scrivere non solo testi ma... anche genomi. Per la prima volta, modelli addestrati sul linguaggio del DNA hanno infatti progettato da zero batteriofagi funzionanti, capaci di infettare batteri e superarne le resistenze. Un risultato che apre prospettive inedite per la terapia fagica e la biologia sintetica, trasformando l’IA in uno strumento per esplorare lo spazio del biologicamente possibile. Ma la capacità di generare virus pone anche interrogativi urgenti: quanto sono davvero originali queste forme di vita artificiali? E come governare una tecnologia che potrebbe diventare tanto potente quanto pericolosa?
C'è una frontiera della biologia che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile, eppure oggi, grazie all'intelligenza artificiale, è stata superata: progettare un genoma intero da zero con la stessa facilità con cui si scrive un testo è diventato realtà. Il 6 agosto 2026, un team di ricercatori guidato da Brian L.